Nonostante i millenni ben portati, anche le mummie invecchiano. E’ il caso di Usai, figlio di Nekhet (XXVI dinastia, 664-525 a.C.), a cui appartiene la mummia conservata nella collezione egiziana del Museo Civico Archeologico di Bologna. Le prime settimane del 2017 saranno tutte dedicate al suo restauro, grazie all’attività della restauratrice di tessuti antichi Cinzia Oliva che sarà possibile ammirare mentre è al lavoro dal 10 al 13 gennaio e dal 7 al 10 febbraio durante gli orari di apertura del Museo. Cinzia Oliva ha esaminato centimetro per centimetro la mummia, avvolta in un grande sudario di lino ripiegato al di sotto del corpo e fermato da cinque bende poste trasversalmente. Le indagini hanno rivelato che la mummia di Usai presenta un avanzato degrado chimico-fisico, con una perdita di elasticità e tenuta meccanica dei filati: ciò compromette seriamente la futura conservazione e la possibilità di proseguire la sua esposizione all’interno dell’attuale percorso museale. Il restauro tempestivo e organico consentirà tuttavia la messa in sicurezza delle sezioni più fragili ed eliminerà le cause di ulteriore degrado, consentendo una corretta fruizione del manufatto senza comprometterne la futura esistenza.

Per permettere le operazioni di restauro è stato quindi allestito un grande box/laboratorio nel cuore della sezione egiziana del Museo: al suo interno, Cinzia Oliva eseguirà il meticoloso intervento sotto gli occhi del pubblico, che potrà godere di un’esperienza davvero senza pari.