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O non si è letto il testo o si è in malafede”, si difende stamane il Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti ai microfoni di Radio 24, intervenendo su una questione aperta fino al pomeriggio di oggi, quando la Conferenza Stato Regioni deciderà le nuove norme del Piano di Gestione del Lupo. “Certo, il testo è un po’ lungo, lo capisco. Come al solito in questo Paese alcuni ragionano con la demagogia e l’ideologia, non con la scienza e i fatti. Oggi ci sono in Italia più di 1500 lupi, 250 -300 ogni anno bracconati, secondo voi è aperta la caccia al lupo o la apro io? Se noi non interveniamo per diminuire la pressione sui territori, i bracconieri continueranno ad ammazzarli. In questo testo c’è un nucleo anti-bracconaggio con i carabinieri forestali e le polizie provinciali, cani anti veleni contro i bocconi avvelenati, altre azioni di prevenzione per gli allevatori per proteggersi ed evitare che il lupo mangi le bestie. L’ultima azione dice che una volta che siano state fatte tutte le prescrizione, come le recinzioni e le varie attività previste tra cui gli indennizzi, alla fine la Regione può chiedere al mio ministero di intervenire per prelevare dei capi in misura limitatissima e solo dopo che ho acquisito il parere dell’Ispra sul singolo caso. E’ difficilissimo arrivarci.
Io ho il cuore in pace, non sono stato a guardare: se le Regioni si sfilano e non approvano questo piano, non la approvino. La gestione del Lupo tocca a loro, io sto dando solo l’inquadramento legislativo. Poi se vogliamo nasconderci dietro un dito e farsi fotografare col lupetto in mano, si faccia pure. Ho incontrato agricoltori e allevatori che hanno chiuso le aziende. Ci sono zone che sono veramente a rischio per le attività economiche a causa della pressione del lupo, ma questo vuol dire che dobbiamo salvarlo e non ammazzarlo, far vivere pacificamente il lupo con le attività economiche”.

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