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Su “Science” il lavoro di un team di ricercatori internazionali coordinato dal Prof. Roberto Danovaro, Presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, dedicato a nuove ipotesi di Governance degli Oceani. E’ proporre soluzioni uno degli obiettivi descritti nell’articolo “An ecosystem-based deep-ocean strategy”, pubblicato dalla rivista scientifica “Science”, lavoro coordinato dal Prof. Roberto Danovaro, Presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli. Gli Oceani, in particolare gli ambienti profondi, vale a dire quelli al di sotto di 200m di profondità, costituiscono le principali aree di biodiversità del Pianeta, in quanto capaci di svolgere tutti i cicli biogeochimici e le attività di regolazione dei processi di scambio di calore e di mitigazione del clima,  oltre che essere anello indispensabile per il processo di assorbimento dell’eccesso di anidride carbonica presente nell’atmosfera.
E le Nazioni Unite, con la “Convenzione sul diritto del mare – UNCLOS, forniscono linee guida ma non principi vincolanti e, nonostante il disciplinamento imposto  dall’International Seabed Authority (ISA), manca una concreta pianificazione univoca trasnazionale per regolamentare le suddette aree.
Attraverso lo studio pubblicato su “Science”, il Prof. Roberto Danovaro, assieme al suo team, si propone di dare inizio ad una vera e propria rivoluzione biologica capace di produrre risposte e prospettive costruttive, al fine di salvaguardare e difendere  la biodiversità degli abissi.  Spiega Danovaro: “Aspiriamo a costituire un’organizzazione internazionale incaricata della tutela degli ambienti profondi, con meccanismi di finanziamento trasnazionale, al fine di dare elementi innovativi alla ricerca e alla tutela degli ecosistemi marini, nonché alle politiche di utilizzo sostenibile delle risorse degli Oceani.

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