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La denuncia è di Granosalus, associazione di produttori in difesa del consumatore.

Bari, Adsfullpress/Italiaambiente – Nel Tavoliere delle Puglie, conosciuto anche come il granaio d’Italia, è in pieno svolgimento la trebbiatura del grano duro e degli altri cereali.

I primi dati accertano le previsioni: la raccolta sarà inferiore a quella dello scorso anno, ma in compenso si avrà una buona qualità: cioè un aumento nel peso specifico della granella con valori più alti in proteine e glutine. Quindi anche un prevedibile un aumento di prezzo in favore degli agricoltori.

Intanto Granosalus, l’Associazione di produttori pugliesi, prosegue nelle sue denunce contro quegli importatori senza scrupoli che continuano a praticare prezzi bassi, ma su grani abbondantemente conditi con diserbanti e pesticidi oltre i limiti consentiti in Europa. Ecco quanto scrive oggi Claudio De Bonis, uno dei fondatori, sul blog dell’associazione: “Il grano canadese al glifosato fa rotta su Manfredonia”. “Il grano canadese al glifosato circola liberamente nei nostri porti, anche in quelli non agibili (Manfredonia), ma nessuno lo controlla. Il motivo? Il Ministero della Salute, forse, non lo ha inserito nel protocollo dei pesticidi, sebbene ne abbia vietato l’uso in pre -raccolta in Italia. E quand’anche ne disponesse il controllo non ci sarebbero laboratori pubblici  in Puglia accreditati a rilevare il glifosato. Paradossale ma vero!”

A Manfredonia da tre giorni centinaia di autotreni si affrettano a scaricare una nuova nave di grano canadese. Si tratta, secondo fonti attendibili, della “Helen Bolten”, una General Cargo IMO 9427380 MMSI 255805950 costruita nel 2009, battente bandiera Portugal (PT) con una stazza lorda di 15861 ton, summer DWT 25953 ton.

La nave è partita dal Canada un mese fa, ha fatto tappa ad Oristano dove è stata nazionalizzata ed ha scaricato circa 3 mila tonnellate. E’ ripartita il 2 giugno alle ore 9,18 per arrivare a Manfredonia il 5 giugno alle ore 12.23 dove sta scaricando circa 18 mila tonnellate. Il grano viene trasportato nei Silos di  Foggia, Corato e Melfi, dove viene praticamente miscelato con la maggior parte del grano italiano e trasformato in semola.

La procedura di vigilanza sul grano extra-comunitario, in Italia è suddivisa fra tre enti: Capitanerie di Porto, Agenzia delle Dogane e Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera. Ma, stando almeno alla documentazione di Claudio De Bonis, i risultati fanno acqua da tutte le parti.

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