“Entra nel cuore di un piccolo museo”: con questo invito, i “piccoli” della cultura italiana invitano i visitatori a far conoscere l’altro volto della conoscenza, quello discreto, poco scenografico ma molto identitario. Il 18 giugno è stata indetta dall’Associazione Nazionale Piccoli Musei la Giornata dei Piccoli Musei, alla quale hanno aderito più di 170 strutture in tutta Italia e che sembra attirare molto anche l’interesse del pubblico. La giornata nazionale si caratterizzerà non solo per le porte aperte e l’ingresso gratuito, ma soprattutto per il gesto di accoglienza in grado di esprimere la cultura del museo, espressione di un territorio, e la sua identità.

“I piccoli musei (PM) che sanno vedere la loro dimensione come un valore, e che hanno sperimentato come la loro dimensione possa essere anche un vantaggio in termini di flessibilità e di legame con la comunità locale, sono oggi – più del passato – capaci di fare rete e di sposare l’innovazione”, commenta Giancarlo Dall’Ara, Presidente dell’Associazione Nazionale Piccoli Musei. “Mi occupo di PM da diversi anni, e li ho sempre visti come custodi di potenzialità inespresse, in gran parte a causa di una cultura che li ha storicamente irrigiditi in un modello di museo unico, che non è il loro, e li ha penalizzati perché “piccoli”, come se “piccolo” fosse un difetto.

COSA I PICCOLI POSSONO INSEGNARE AI GRANDI – “Ho sempre pensato – prosegue Dall’Ara – che parlare di musei senza aggettivi, non aiuti a capire quale sia davvero la loro situazione, e quali dovrebbero essere le iniziative e gli interventi (e le norme) da promuovere e da organizzare. I convegni e le iniziative dell’Associazione Nazionale hanno mostrato ai piccoli musei che esistono tante modalità per valorizzare ulteriormente il loro ruolo e la loro funzione, e come sia possibile avere grandi obiettivi anche in termini di visitatori, oltre che di ricerca e di diffusione della conoscenza, avendo una dimensione piccola, e puntando sulla cultura dell’accoglienza e su modalità gestionali che non replichino in piccolo quanto fanno i grandi musei.

Ora la prima Giornata Nazionale dei Piccoli Musei sta mostrando qualcosa di nuovo e di diverso: la voglia di sperimentare nuovi modelli di rete, di mettersi assieme per fare quello che da soli si fatica a realizzare: dalla gestione e promozione di un itinerario, alla creazione di proposte di visita fuori dall’ordinario, all’organizzazione di eventi trasversali, alla gestione di marchi territoriali, alla costruzione di doni per i visitatori, al di fuori della logica dei gadget e della cultura del merchandisin. Non sottovaluterei il contributo che tutto questo movimento sta dando a quelle Istituzioni culturali che rischiano di restare imbrigliate nell’accettazione acritica di modelli gestionali standard e di attività di marketing nate in altri contesti culturali e con obiettivi spesso opposti a quelli perseguiti dalle Istituzioni museali in Italia. Così pure non sottovaluterei l’invito che i piccoli musei fanno alle altre Istituzioni culturali di non gadgettizzare l’accoglienza e le esperienze di visita ai musei”.