L’estate meteorologica è iniziata il primo di giugno mentre quella astronomica cadrà fra pochi giorni, il 21 giugno, alle 4,24. Eppure già si teme il razionamento dell’acqua non solo in agricoltura ma anche nell’uso domestico. Gli esperti prevedono caldo per mesi e quindi la scorta idrica in diminuzione con restrizioni per gli usi agricoli e preferenze per gli usi domestici. Anche se questo comporterà inevitabilmente danni ai raccolti.

Gli esperti peraltro non ci assicurano che eventuali piogge estive possano colmare il gap, anche perché in genere si sviluppano a macchia di leopardo. Quasi tutte le Regioni hanno già proclamato lo stato di crisi.

In Lombardia il livello dei laghi è il più basso degli ultimi dieci anni, al Ponte della Becca il Po è in secca e la mancanza d’acqua si fa già sentire.

In Trentino ed in Veneto, il livello dell’Adige è sempre preoccupante, nonostante le piogge primaverili. Allora scambio di accuse fra Italo Gilmozzi della Provincia Autonoma di Trento e Giampaolo Bottacin Assessore del Veneto. Per aiutare il Veneto, dal Trentino è stata rilasciata acqua dagli invasi al ritmo di 80 metri cubi al secondo. Ma la solidarietà ha un limite e a Trento pare non siano giunte voci di grossi miglioramenti in terra veneta. “I grafici certificati dimostrano che la portata nell’Adige a Boara Pisani, dove era stato chiuso l’acquedotto, è salita da 20 a 110 metri cubi al secondo – ha replicato Bottacin tramite Ansa – Noi questo inverno, quando non c’era neve abbiamo tirato la cinghia, imponendo ai gestori di non usare tutta l’acqua dei bacini per l’energia. Non risulta che a Trento abbiano fatto altrettanto”.

In Liguria i dati ufficiali usciti nelle scorse ore sono drammatici: nel ponente ligure, da inizio anno, sono caduti 200 mm di acqua, una misura che dovrebbe essere raggiunta già a febbraio. Nell’estrema riviera di ponente solo 74, un dato che equivale ad un principio di desertificazione.

In Toscana in attesa delle piogge c’è criticità sul bacino dell’Arno, mentre l’invaso di Bilancino è a livelli minimi storici.

Nel Lazio è allarme siccità in agricoltura e servono iniziative urgenti, perché la persistente siccità e la gravissima crisi idrica mettono ormai a rischio la sopravvivenza delle aziende.

Allarme anche in Umbria dove – secondo un reportage di Umbria24 – 10 sorgenti su 13 sono in crisi. E per il Wwf: «Anche l’Umbria è a rischio desertificazione».

Campania, secondo la Coldiretti le turnazioni nell’irrigazione stanno mettendo in forse l’annata agraria a causa della scarsità della risorsa idrica e della eccezionale carenza di precipitazioni

Ad incidere sulla situazione irrigua della piana del Sele – oltre una stagione particolarmente siccitosa – è l’ampio prelievo di acque che avviene alle sorgenti del fiume Sele e del suo principale affluente, il Calore Salernitano: tra Caposele, Cassano Irpino e Montella l’acquedotto pugliese preleva annualmente oltre 143,9 milioni di metri cubi d’acqua, per una sottrazione di portata ai due fiumi di ben 4565 litri al secondo. A rischio è la mozzarella di bufala e vaccina con ripercussioni sulla filiera lattiero casearia. Secondo quanto scrive Mimmo Pelagalli su Agro Notizie di oggi.

In Calabria L’approvvigionamento della regione e’ assicurato da 25 invasi, fra grandi dighe e invasi di media e piccola dimensione, la cui gestione e’ ripartita fra i consorzi di bonifica, cui fanno capo 9 dighe. “Al momento – dice ad Agi il presidente Coldiretti della Calabria Pietro Molinaro – non ci sono situazioni critiche grazie anche all’esistenza di una rete di invasi e infrastrutture, realizzate anche negli ultimi anni che, se potenziata, consentirebbe alla Calabria addirittura di esportare l’acqua”.

In Sicilia niente piogge, le riserve stanno diminuendo e crollano le riserve dunque la siccità è concreta. Nel mese di maggio le piogge sono state pari a zero, dopo un aprile avaro. L’estate che si annuncia assai problematica. Le 23 dighe, che costituiscono l’ossatura del sistema idrico dell’isola, in base all’ultimo dato disponibile – quello di fine aprile – dell’Osservatorio delle acque della Regione, hanno accumulato 461,98 milioni di metri cubi d’acqua, circa il 15% in meno rispetto all’anno scorso. Con una perdita secca di quasi 80 milioni di metri cubi.