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Cassiopea è stata rimessa in mare dalla spiaggia di Lido Burrone, in occasione della giornata mondiale della tartaruga marina, dopo essere stata curata dal Centro di Primo Soccorso per Tartarughe Marine dell’Area Marina Protetta “Isole Egadi”. Lei è una Caretta caretta, specie mediterranea per eccellenza, e nel suo stomaco c’era un tappo di bottiglia blu con altro materiale plastico. Ora, la tartaruga Cassiopea (battezzata con un sondaggio, il “tartavoto”, sulla pagina Facebook del Centro tartarughe) è diventata, senza volerlo, anche il simbolo di Plastic, il progetto di arte contemporanea ed educazione ambientale, promosso dall’AMP e dal Comune di Favignana e firmato da Pablo Dilet, nell’ambito del progetto europeo “Tartalife”.
Cassiopea infatti è stata curata mentre l’artista, il personale dell’AMP e oltre cento studenti erano impegnati nella raccolta della plastica proveniente dal mare, che ingabbieranno, poi, in una struttura artistica in metallo, che sarà inaugurata a metà luglio. Una delle lettere che compongono l’installazione, che consiste nella scritta PLASTIC, conterrà simbolicamente solo il tappo ingerito dalla tartaruga salvata e appena ritornata in libertà. La lettera scelta all’interno della parola Plastic è, non a caso, la S: iniziale di speranza, per un futuro sostenibile e di Save the Ocean, lo slogan della tutela del mare.
“La storia di questa tartaruga – afferma Pablo Dilet, pseudonimo del giornalista Dario La Rosa – sta rendendo questa installazione un’opera viva. Oltre ai bambini e all’impegno educativo, anche una storia a lieto fine che è l’essenza stessa del progetto artistico Plastic”.
“Cassiopea –commenta il direttore dell’AMP, Stefano Donati – ha ritrovato il mare, e la plastica killer che la stava uccidendo è stata imprigionata nell’opera di Pablo Dilet. Un gesto simbolico per richiamare tutti noi alla tutela del mare, alla corretta gestione dei rifiuti, al riuso e alla riduzione dell’utilizzo della plastica”.

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