Protezione Civile: “Italia a rischio incendi, tutte le Regioni si dotino di propria flotta”

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Il capo della Protezione Civile mette in allarme ed invita sette Regioni a dotarsi di flotta aerea antincendi

Roma – La Campagna antincendi è iniziata il 15 giugno e terminerà il 30 settembre, ma già diversi focolai di ragguardevoli dimensioni si sono accesi in tutta la Penisola. I rischi maggiori si verificano specialmente nelle campagne e nei boschi. L’area boschiva è pari al 30% dell’intero italiano e negli ultimi venti anni n’è andata distrutta circa il 12%.

Una settimana fa il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio raccomandava: “…massima vigilanza e prontezza proprio in merito allo specifico rischio rappresentato dagli incendi boschivi, con la massima attenzione sulle attivita’ di prevenzione e pianificazione con la necessità a tutte le Regioni che ancora non lo hanno fatto a dotarsi di una propria flotta”.

Un richiamo, questo, rivolto a Sicilia, Basilicata, Molise, Abruzzo, Marche e Umbria che finora non hanno disponibile alcun mezzo aereo per intervenire sugli incendi boschivi particolarmente impegnativi.

Guarda caso nei primi 10 giorni di giugno proprio da queste Regioni partivano richieste al Centro Aereo Unificato: sette richieste dalla Sicilia, 4 dalla Campania, 2 dal Lazio e 1 da Calabria e Sardegna.

“Questo e’ un anno particolare – aggiungeva poi Fabrizio Curcio – per il quadro legislativo cambiato con l’entrata in vigore delle norme che hanno previsto il passaggio delle competenze del Corpo Forestale dello Stato in parte nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e in parte in altre Amministrazioni…”

Sulla stessa lunghezza d’onda il Segretario del sindacato nazionale Vigili del Fuoco : “I compiti di lotta agli incendi boschivi sono sotto la responsabilita’ delle Regioni. I vigili del fuoco vi concorrono solo dal 2017 avendo ereditato i compiti del soppresso Corpo Forestale dello Stato senza pero’ un correlato sufficiente numero di uomini e questo, tenuto conto dei 3 mila pompieri che già mancavano dall’organico, mette in crisi anche il sistema di spegnimento a terra, non solo aereo. Molte regioni inoltre non hanno valorizzato questa attivita’ dei vigili del fuoco e non hanno ancora stipulato le convenzioni che stanziano i fondi di potenziamento del servizio o lo hanno fatto in modo insufficiente. Ne discende che in alcune regioni la coperta e’ corta e quando i vigili del fuoco sono impegnati negli incendi boschivi si rischia di non poter garantire le attivita’ di soccorso pubblico urgente….”.

A voler essere poco ottimisti si direbbe un quadro variegato a fronte di un rischio incendi diffuso su tutto il territorio. E gli allarmi a macchia di leopardo di questi ultimi giorni ne sono la conferma.

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