Sì dell’Aula della Camera al ddl Parchi. Il testo, approvato a Montecitorio con 249 voti a favore, 115 contrari e 32 astenuti, torna al Senato. Contro hanno votato Si, Mdp; M5S, Lega e Cor. Fi si è astenuta.

GOVERNO – Ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti: “La riforma della normativa sui parchi votata oggi dalla Camera, e che spero venga presto definitivamente approvata dal Senato, è un passaggio importante per migliorare la tutela dei gioielli del nostro patrimonio ambientale. E ringrazio il relatore Borghi e il presidente Realacci per l’impegno e la passione con cui hanno accompagnato questo provvedimento. Il Parlamento – ha sottolineato il Ministro – con questa normativa innalza significativamente il grado di protezione di queste aree attraverso: un maggiore coinvolgimento delle istanze e delle istituzioni locali; aumentando la trasparenza nella designazione dei direttori dei parchi, assicurando competenza e professionalità attraverso bandi pubblici i cui requisiti sono indicati e verificati caso per caso dal Ministero; rendendo possibile una valorizzazione economica della risorsa parco, e quindi della istituzione parco/riserva. A tal fine peraltro la normativa prevede lo stanziamento di nuovi fondi, 30 milioni di euro per i parchi e 9 per le aree marine, per programmi di tutela e protezione ambientale. E questo dato è un ulteriore segnale di attenzione in tempi in cui le risorse pubbliche vengono tagliate non incrementate”.
FEDERPARCHI – “Il testo, che già nella stesura uscita dal Senato era molto migliorativo rispetto alla 394 vigente, nel passaggio alla Camera è stato perfezionato, con ulteriori importanti novità. Avremo modo di valutare in modo più analitico le singole modifiche, ma ora, a caldo, vorremo esprimere il profondo apprezzamento per il lavoro di ascolto che è stato fatto dalla Commissione Ambiente, dal presidente Realacci, dal relatore Borghi. Lavoro difficile e minuzioso nel quale possiamo dire che le valutazioni sono state fatte esclusivamente sul merito delle questioni. Molte delle proposte che abbiamo fatte sono state accolte altre non lo sono state, ma è stato un fatto assolutamente positivo potersi confrontare nel merito dei problemi. Ora ci auguriamo che il Senato concluda velocemente l’iter, i parchi ne hanno tremendamente bisogno”.

WWF – “Con il voto di oggi la Camera ha portato indietro di quarant’anni la legislazione di salvaguardia della Natura: le nomine di presidenti e direttori saranno condizionate logiche politiche e interessi locali locali; sarà più facile l’ingresso di cacciatori nei parchi; si introduce un sistema di royalties una tantum per cui non solo «se paghi, puoi inquinare», ma se inquini lo fai a prezzo di saldo. Esiste, infine il rischio che questo testo apra un varco alle trivellazioni anche in aree protette. Questa legge è riuscita, in un periodo di grande instabilità politica nell’impossibile compito di mettere d’accordo gran parte delle forze politiche; quelle stesse forze politiche che hanno fatto abortire la legge elettorale ai primissimi emendamenti: evidentemente le considerano così irrilevanti da non meritare i necessari approfondimenti e l’attenzione che si dovrebbe ai tesori di natura italiani. Ha precluso la strada, in modo pressoché definitivo, all’istituzione del Parco Nazionale del Delta del Po, nonostante quest’area nel 2015 abbia ricevuto il riconoscimento internazionale quale Area MaB (Man and the Biosphere Programme) UNESCO. Per mesi il WWF ha chiesto un progetto di visione per le Aree Protette: un progetto per i prossimi 30 anni invece di una contro-riforma contestata da tutte le associazioni ambientaliste e da numerosi esponenti della scienza e della società civile, rimanendo sempre inascoltato. Per queste ragioni la mobilitazione contro lo “snatura” Parchi per il WWF continuerà al Senato dove questo provvedimento dovrà avere il via libera definitivo”.

LIPU – “La lista delle cose negative della riforma è molto lunga, c’è tuttavia un tema, solo in apparenza secondario, che descrive il senso di questa riforma: è il mancato riconoscimento dei siti Natura 2000, cioè dei siti europei più importanti per la conservazione della natura, come aree protette ai sensi della legge italiana. Un fatto incredibile, inspiegabile, che dimostra la distanza dei legislatori e di tutti quelli che hanno sostenuto la riforma, dalla missione naturalistica della legge 394. Tutte le nostre proposte, tutti i tentativi di dialogo delle associazioni con il ministro, il governo, i relatori, la maggioranza parlamentare sono state respinti”.

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