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L’Europa ha quasi 900 parchi regionali in 20 Stati membri dell’Unione, più quelli di Svizzera e Norvegia. In nome di queste realtà fondamentali per i territori, a Bruxelles i rappresentanti dei parchi naturali regionali di venti stati europei hanno partecipato al primo vertice continentale dei parchi regionali, firmando – a conclusione – una dichiarazione congiunta intitolata “Parchi naturali regionali al servizio dell’Europa”. Cento firme per invitare l’Ue e gli stati membri a considerare e utilizzare maggiormente i parchi regionali nel percorso integrato e lungimirante che dovrà fare dell’Europa un continente rurale sostenibile.

Ecco, in sintesi, cosa Federparchi (la Federazione Italiana dei Parchi e delle Riserve Naturali) e i colleghi europei, chiedono al governo dell’Ue.

1) Promuovere e investire nei parchi regionali, seguendo gli esempi di successo per creare valore aggiunto e benefici.

2) Fare buon uso dei parchi regionali per attuare al meglio le Direttive Comunitarie in materia di conservazione della natura (Direttiva Habitat e Direttiva Uccelli), per attuare la Direttiva Quadro sulle acque e raggiungere gli obiettivi enunciati nella Strategie UE per la biodiversità e per le infrastrutture verdi.

3) Privilegiare i parchi regionali come siti modello per lo sviluppo innovativo e sostenibile delle aree rurali e anche come partner per l’agricoltura e il turismo sostenibile e per i Gruppi di Azione Locale nei futuri programmi LEADER.

4) Includere direttamente i parchi regionali nei futuri programmi di sviluppo rurale.

5) Promuovere la cooperazione tra istituti scolastici – in particolare scuole primarie, secondarie e asili nido – per istruire allo sviluppo sostenibile. L’idea è quella di includere i parchi regionali nei futuri programmi di istruzione, nei programmi di volontariato e negli scambi transfrontalieri di formazione culturale.

Questi sono soltanto alcuni degli argomenti trattati in un panel che ha registrato gli interventi di Margrete Auken, membro del Parlamento europeo, Nicola Notaro, responsabile dell’Unità per la Protezione della Natura presso la Direzione generale dell’Ambiente nella Commissione Europea; e ancora Martin Scheele, capo Unità per lo Sviluppo Rurale della Direzione generale Agricoltura e sviluppo rurale, oltre a Ignace Schops, presidente di Europarc Federation, organizzazione ombrello delle aree protette europee. All’evento la federazione dei parchi tedeschi insieme, di concerto con Europarc, ha presentato un report dal titolo “Living Landscapes”, che fornisce informazioni sui parchi regionali del continente e rappresenta il primo studio completo su questi tipologia di aree protette. Lo studio è stato sostenuto dall’Agenzia Federale Tedesca per la Conservazione della Natura con finanziamenti del Ministero per l’Ambiente. Christiane Paulus, vicedirettore generale del dipartimento Conservazione della natura del Ministero dell’Ambiente tedesco ha lodato il lavoro innovativo compiuto negli ultimi mesi, riconoscendo che l’idea di cooperare sulle funzioni regionali dei parchi a livello europeo, aprirà opportunità di scambio transnazionale.

 

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