Ceta approvato, ora attenzione allo spaghetto ed al pane quotidiano

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Diversi senatori chiedono al presidente Grasso di rallentare la calendarizzazione per la discussione e voto in aula

Roma – Ieri pomeriggio la Commissione Affari Esteri del Senato ha approvato il testo del Ceta che ora dovrà essere discusso e convalidato in aula.

Un poco frettolosamente, si osserva da più parti, ma giusto in tempo per dar modo a Sergio Mattarella di per offrirla in omaggio, ieri sera ad Ottawa al Governor General del Canada David Johnston, organizzatore della cena in suo onore. Il documento che è presentato come il Trattato di libero scambio tra UE e Canada ha ricevuto il sostegno del Pd, dei Centristi (AP-CpE-Ncd) e di Forza Italia, mentre hanno espresso voto contrario M5S, Lega, Gal e Sinistra italiana. In precedenza oltre 3,5 milioni di cittadini europei hanno firmato una petizione per blocarne l’approvazione.

In Italia i pareri sono discordi ma prevale la sensazione che volerne accelerare la definitiva ratifica possa celare qualcosa di poco favorevole.

Tanto che alcuni gruppi parlamentari si stanno contattando per richiedere al Presidente Grasso “una lunga calendarizzazione” della discussione e del voto in aula.

Associazioni di produttori, di agricoltori, di consumatori elencano infatti tutti i rischi ed i danni cui andrebbero incontro l’ambiente e le produzioni tipiche del Made in Italy. A parte l’aspetto importante della risoluzione delle controversie commerciali che andrebbero risolte davanti ad una specie di tribunale privato. Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti, ha scritto una circostanziata lettera a deputati e senatori elencando tutti i rischi per la salute e s’è fatto sponsor di un vasto movimento per il blocco dei Ceta.

Ma è evidente ai più che i rischi per la salute aumentano a causa dell’applicazione del principio di equivalenza delle misure sanitarie e fito-sanitarie che consentirà ai prodotti canadesi di non sottostare ai controlli nei Paesi in cui vengono venduti. Ricordiamo che in Canada è impiegato un numero rilevante di sostanze attive vietate nella Ue.

La Puglia, “il granaio d’Italia”, vedrebbe seriamente minacciata la sua produzione agricola di qualità a vantaggio di un prodotto meno sano, proveniente dall’estero ed in grado di contaminare i prodotti base della nostra alimentazioni: pane. pasta e dolci.

Proprio su questo punto il Canada ha già manifestato qualche dolore di pancia a causa dell’obbligo di indicare sulle etichette della pasta la provenienza di grano e farine: un provvedimento che è richiesto con insistenza e sollecitudine dai consumatori non solo italiani.

Altra penalizzazione: il Ceta prevede la salvaguardia di 41 indicazioni geografiche italiane (DOP e IGP), con la conseguente rinuncia alla tutela delle restanti 247 denominazioni italiane gia’ registrate.

 

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