Monte Tranquillo, Pescasseroli, prateria d’alta quota a 1700 mt: una fotografa naturalista, Angelina Iannarelli, immortala la presenza di una farfalla rara nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, mai avvistata prima in quel territorio. Si tratta di Aricia eumedon, che vive dalla Spagna a Capo Nord e che attraversa l’Europa e gli Urali per arrivare a vivere fino alla costa pacifica dell’Asia. Abbastanza rara in Italia fuori dall’arco alpino italiano che oltre i confini del Parco, nel Lazio risale al 1914 l’ultimo accertamento sul Terminillo e sul versante settentrionale dei Monti Aurunci, mentre in Abruzzo la presenza era finora segnalata sul Gran Sasso.

Contrariamente a quanto si immagini le farfalle diurne italiane sono legate agli ambienti aperti dei pascoli e delle praterie, dove svolgono il ruolo cruciale dell’impollinazione. Questi ecosistemi tuttavia stanno subendo un progressivo abbandono da parte dell’uomo, provocando la riforestazione naturale dell’ambiente e la chiusura dello spazio vitale per questi animali: nel nostro Paese, il 13% delle farfalle diurne è classificato come a rischio estinzione, su un totale di 288 specie autoctone inserite nella Lista Rossa IUCN. Un nefasto gradino più alto del podio dell’estinzione lo occupa l’Euphidra maturna, presente ormai con una sola popolazione in provincia di Cuneo; poi 8 specie, tra le quali la Papilio Alexanor, vivono escluviamente in manciate di ettari in Piemonte, Valle d’Aosta, in Sardegna centrale e sulle Isole pontine. E non manca chi, come la Melitaea britomartis, durante lo svernamento soffra dell’innalzamento delle temperature invernali e dell’assottigliamento dei manti nevosi sull’arco alpino.