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Il nostro Paese conta 7548 km di coste: sono numerose le fragilità da tutelare e gli abusi che le comunità locali da tempo cercano di contrastare. Pensiamo alle aree portuali, alle aree militari attive e dismesse, alle aree di pregio ambientale, alla cementificazione incontrollata. Come si difende un patrimonio così vasto?” Slow Food Italia rilancia e mette in campo “Coste fragili”, un progetto che chiede la collaborazione delle amministrazioni locali e degli abitanti, in un impegno volto a recuperare e salvaguardare prodotti e tradizioni che rendono unici molti tratti di costa italiana.

E dopo il Delta del Po romagnolo, anche quello veneto firma l’accordo con Slow Food per difendere le nostre coste fragili. Il progetto, condiviso dal GAL Delta Po, è stato sottoscritto dai sindaci dei comuni di Adria, Ariano nel Polesine, Corbola, Loreo, Porto Viro, Porto Tolle, Papozze, Rosolina e Taglio di Po, insieme al Parco del Delta Po.

“In questo caso – si legge in una nota di Slow Food – ci si rivolge a un’area di straordinario pregio ambientale, la più importante in Europa tra quelle “umide”, con un ecosistema altrettanto unico.

L’accordo ambisce a sensibilizzare, attraverso specifiche attività formative, i produttori agricoli, gli operatori della ristorazione e del settore turistico-alberghiero sul recupero di prodotti di qualità e alla valorizzazione delle tradizioni del territorio e sulla consapevolezza del proprio ruolo rispetto alla valorizzazione dell’identità del territorio”

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