La Conferenza Onu sul clima di Bonn (Cop23) si è conclusa ieri mattina dopo una maratona notturna di negoziati sui dettagli tecnici dell’applicazione dell’Accordo di Parigi ratificato due anni fa. Non ci sono risultati eclatanti, solo la definizione delle procedure per arrivare alla revisione degli impegni degli stati per il taglio delle emissioni di gas serra. L’aggiornamento dei target nazionali di decarbonizzazione dovrà permettere all’Accordo di Parigi, quando entrerà in vigore nel 2020, di raggiungere almeno il suo obiettivo minimo.
Questi impegni, presi a Parigi due anni fa, sono insufficienti per raggiungere l’obiettivo dell’Accordo stesso (mantenere il riscaldamento globale entro i 2 gradi dai livelli pre-industriali, possibilmente entro 1,5 gradi) e devono essere aggiornati. Questa revisione sarà l’obiettivo della prossima Conferenza Onu sul clima, la Cop24 di Katowice, in Polonia nel novembre 2018, proprio nel cuore della regione carbonifera della la Slesia: la Polonia infatti dipende pesantemente dal carbone per la sua produzione energetica e in sede di Unione europea ha spesso frenato sui provvedimenti sul clima.
Tuttavia, prima della prossima COP24, si svolgeranno due summit internazionali sul cambiamento climatico: uno a Parigi a dicembre e uno in California l’anno prossimo.