Tutti i principali paesi del mondo lo scorso anno hanno ridotto il consumo di carbone, ad eccezione dell’India. E i consumi continueranno a diminuire in Europa, Usa e Cina, ma aumenteranno in mercati emergenti come sudest asiatico, Bangladesh, Pakistan e India, dove la domanda è prevista in crescita del 4% ogni anno fino al 2022. Ne consegue che nei prossimi 5 anni la domanda globale di carbone resterà sostanzialmente invariata, andando a creare un decennio di stagnazione del mercato. Lo prevede la IEA (International Energy Agency) che proietta le stime del periodo 2017 – 2022 e fa il punto sulla situazione attuale con il nuovo rapporto Coal 2017: l’anno scorso il consumo mondiale di carbone si è attestato a 5,3 miliardi di tonnellate, con un calo dell’1,9% su base annua, ma soprattutto il 4,2% in meno in confronto al 2014 che secondo gli analisti è stata determinata dal calo del prezzo del gas, dall’incremento delle rinnovabili e dal miglioramento dell’efficienza energetica.

La IEA prevede un consumo complessivo di 5,5 miliardi di tonnellate nel 2022, quando il carbone rappresenterà il 26% del mix energetico globale rispetto al 27% del 2016.