Castelluccio di Norcia dopo il terremoto che l'ha distrutta nel 2016

Perugia – La decisione è scaturita il 14 di gennaio a Bevagna, nel corso di un convivio al quale erano presenti rappresentanti della Comunanza Agraria, della Coop. Produttori e della Comunità dei Castellucciani di Norcia. “Al grido: www.parconograzie.com, raccogliamo firme per sottrarre i nostri territori ai rigidi paletti imposti dalle regole di conservazione e salvaguardia del Parco Nazionale dei Monti Sibillini”. Mica roba da poco se nella prima settimana sono state raccolte circa quattrocento firme ed all’iniziativa hanno aderito anche rappresentanze dei territori di Campi, Ancarano, San Pellegrino, Val Caldara, Nottoria e Frascaro, in una con la Pro Loco ed il Comitato Civico appena costituito. Il cui portavoce, Gianni Coccia, s’è affrettato a dichiarare all’Ansa: “L’iniziativa nasce da un sentimento che accomuna tutti coloro che amano questo luogo e si pone l’obiettivo di uscire da questo Parco, che invece di essere una risorsa per il territorio e per la gente che ci vive, è un continuo limite. Siamo stanchi – ha poi sottolineato – di dovere sottostare solamente a norme restrittive che non hanno alcuna aderenza con le esigenze reali del luogo e ne costituiscono un continuo ostacolo a ogni tentativo di sviluppo”. La raccolta firme è stata avviata anche su Internet e mira a raggiungere più persone possibile. “Insieme ai nostri legali individueremo il percorso più consono per avviare la procedura di uscita”.

Ma dal Parco non tardano a far notare che la scintilla può essere stata causata dalle misure di sostenibilità ambientale a cui è stata sottoposta l’approvazione del progetto del cosiddetto “Deltaplano”, struttura per la delocalizzazione delle attività post-terremoto, oltre all’intervento del Tribunale di Spoleto sulla questione di Casa Ancarano; mentre vengono elencate tutte le volte che è stata data la massima disponibilità al fine di valutare congiuntamente proposte per mitigare l’impatto delle nuove strutture con il contesto ambientale e paesaggistico.

Il presidente dell’Ente Parco nazionale dei Monti Sibillini Oliviero Olivieri: “Intendiamo riprendere insieme al Comune di Norcia e con la partecipazione delle comunità locali e dei portatori d’interessi, le attività di pianificazione nell’ambito del Piano per la mobilità sostenibile, purtroppo interrotte a seguito del sisma. Tali soluzioni, unitamente alla completa attuazione del Piano andrebbero ad evitare le situazioni di caos e traffico che oltre a causare un progressivo degrado ambientale, soprattutto nei confronti delle praterie, contribuiscono a svilire il fascino, l’immagine e l’attrattività di uno dei luoghi più magici del Parco Nazionale”.

“La presenza del territorio di Norcia all’interno del Parco dei Sibillini è un valore aggiunto”, fa poi eco il sindaco di Norcia, e riconosce che “il presidente Oliviero Olivieri in passato ha tentato di attivare politiche di distensione con gli agricoltori e con la gente di Castelluccio, ma negli ultimi mesi la discussione è virata verso posizioni di chiusura che la gente del borgo ha vissuto come una scarsa tutela verso le proprie attività. Le esigenze di chi ha da sempre mantenuto questi luoghi sono reali e di questo bisogna prenderne atto, mentre ritengo che l’iniziativa di voler uscire dall’Ente sia un tentativo di alzare l’attenzione su alcune questioni importanti che interessano Castelluccio e non una ferma volontà di uscire a prescindere da tutto”.