Cento volontari scelti, 9 alpeggi delle Alpi orobiche bergamasche, 7 cani da guardiania e un obiettivo comune: migliorare la convivenza tra pastori e grandi predatori mitigando il rischio di possibili predazioni sul bestiame domestico. È un bilancio più che positivo quello che chiude il progetto Pasturs, che per due anni ha aiutato i pastori sia nella gestione quotidiana delle greggi, sia per attuare misure per prevenire eventuali incursioni di grandi predatori.

E si sa, per salvaguardare la biodiversità è necessaria una grande partecipazione: nel 2017 ben l’86% dei volontari era under 30 e il 71% era composto da studenti. Non sono mancati impiegati e ingegneri e professionisti di altri settori, tutti impegnati a facilitare la convivenza tra pastori e grandi predatori. Sul fronte dell’ecosistema che ha ospitato il progetto, sono stati nove gli alpeggi sul territorio del Parco delle Orobie bergamasche che hanno partecipato. Oltre ai pastori, hanno beneficiato dei volontari Pasturs ben 6700 ovini di razza “pecora bergamasca”, 213 caprini, 274 bovini, 42 equini. Anche i pastori, come i volontari, hanno seguito un corso di formazione di due giorni e hanno ricevuto in concessione gratuita 9 recinzioni elettrificate per proteggere le greggi dalle possibili incursioni dei grandi predatori. Inoltre, hanno avuto in affido 7 cani da guardia con 70 sacchi di mangime per i cuccioli, dei piccoli Pastore abruzzese grazie alla collaborazione con CPMA Italia – Circolo del Pastore Maremmano Abruzzese, Life WolfAlps e Difesattiva che, anche grazie alla supervisione dei volontari, sono stati seguiti nell’inserimento nel gregge.

VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO – Pasturs ha dato un supporto concreto alla tutela e valorizzazione dei prodotti della pecora bergamasca grazie alla definizione di un piano di marketing territoriale volto a supportare l’economia locale utilizzando la tematica dei grandi predatori come elemento di differenziazione positiva sia del territorio orobico, sia dei servizi che esso offre sia dei prodotti caratteristici della zona. È stato definito un progetto di fattibilità per la tracciabilità della lana e un accordo commerciale di filiera di carne fresca. Lungo i sentieri di Pasturs, inoltre, sono stati posizionati cartelli segnaletici per aiutare i volontari a trovare il giusto sentiero e negli alpeggi sono stati appesi cartelli informativi per turisti ed escursionisti sui comportamenti da adottare in caso di incontro con cani da lavoro. Tutto ciò ha fatto sì che il progetto Pasturs venisse segnalato dalla Commissione Europea come buona pratica in grado di facilitare la convivenza tra uomo e grandi carnivori.

Il progetto Pasturs è stato messo in campo dalla Cooperativa Eliante Onlus, con la partnership di Parco delle Orobie Bergamasche e WWF Bergamo – Brescia, in collaborazione con Coldiretti Bergamo, Regione Lombardia – progetto Life WolfAlps, Trainer – Novafoods e con il contributo di Fondazione Cariplo nell’ambito del bando 2015 “Comunità resilienti”.