Gatto selvatico Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

A poco più di tre anni dal primo segno di presenza del gatto selvatico nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, l’appuntato scelto Enrico Canal ha fotografato e filmato sui versanti dei Monti del Sole, affacciati sulla val Cordevole, un esemplare di questa specie estremamente elusiva. Il rilievo è stato effettuato nell’ambito delle consuete attività di fototrappolaggio della fauna selvatica condotte all’interno dell’area protetta. Già nel 2014, grazie ad un progetto di ricerca del Parco realizzato in collaborazione con il Museo di Storia Naturale di Venezia, venne fotografato nel settore nord orientale del Parco, nel bacino del torrente Maè.  Questa segnalazione fu la prima nella provincia di Belluno.

In Italia il gatto selvatico è presente in Sicilia, Sardegna, lungo la dorsale appenninica e ai due estremi dell’arco alpino. Ad ovest la specie è presente sulle Alpi Liguri e Marittime, mentre nell’arco alpino orientale vive in Friuli Venezia Giulia e in Veneto. Animale molto elusivo, di abitudini notturne, il gatto selvatico vive nei boschi a prevalenza di latifoglie, a quote inferiori ai 1500 metri. Si nutre in prevalenza di piccoli mammiferi, ma preda anche anfibi, pesci, grossi insetti. La sua presenza, come quella di tutti i carnivori, animali all’apice delle catene alimentari, testimonia l’elevata qualità degli ambienti naturali.

Il dato della Val Cordevole è particolarmente interessante dal punto di vista scientifico, perché si tratta della segnalazione più occidentale nell’ambito dell’areale di distribuzione della specie sulle Alpi orientali. “Questa nuova segnalazione – ha dichiarato il Direttore del Parco, Antonio Andrich – è di grande rilievo scientifico e corona il quotidiano lavoro di monitoraggio condotto dal personale di sorveglianza del Parco. Desidero quindi ringraziare il personale del Reparto Carabinieri del Parco, comandato dal Tenente Colonnello Marina Berto che è da sempre parte attiva e fondamentale in tutti i progetti di ricerca e monitoraggio realizzati dall’Ente Parco”.