Glifosato, al via la Commissione speciale indetta dall'Ue

Glifosato: non è finita qui. Ieri il Parlamento europeo ha dato il via libera alla commissione speciale sui pesticidi, che avrà il compito di verificare le procedure di autorizzazione di tutti i pesticidi nell’Unione europea. Ma, in particolare, indagherà su come siano state valutate le informazioni che hanno portato la Commissione europea a decidere di rinnovare per altri 5 anni il glifosato, l’erbicida prodotto da una delle più grandi e potenti multinazionali al mondo: la Monsanto. E dovrà chiaramente valutare l’esistenza o meno di possibili conflitti di interesse nella procedura di approvazione. I 30 membri della nuova Commissione, che verranno eletti giovedì, dovranno inoltre valutare il ruolo delle Agenzia della Ue, tra cui l’Efsa di Parma, e indicare se dispongono delle risorse umane e finanziarie adeguate per poter realizzare i loro compiti. Alla fine delle sue indagini, la Commissione presenterà il suo rapporto sul glifosato, che dovrà essere approvato dalla plenaria di Strasburgo.

IL GLIFOSATO – “Questo prodotto chimico – commentano Piernicola Pedicini e Eleonora Evi, parlamentari europei del M5S – non viene usato soltanto per eliminare l’erba che infesta le produzioni agricole, ma anche per accelerare la maturazione dei raccolti. Questo consente a Paesi come il Canada di esportare i prodotti a prezzi estremamente competitivi che finiscono poi per distruggere quel settore produttivo nei Paesi più deboli come l’Italia. Questa competizione sleale, negli ultimi 10 anni, ha portato alla sparizione di più della metà delle aziende che producevano grano duro nel Sud Italia”. La Commissione appena insediata non avrà il potere di revocare le decisioni già prese in merito alle autorizzazioni concesse sul glifosato, ma agirà per fare chiarezza in risposta ai tanti dubbi sollevati da molti cittadini europei, che sin da prima dell’autorizzazione, indirono una nutritissima raccolta firme.

“In particolare – proseguono i parlamentari europei – si proverà a dare una risposta a queste domande: – sono stati analizzati e valutati gli eventuali conflitti di interessi a tutti i livelli della procedura di approvazione? – è stata fatta una valutazione indipendente, obiettiva e trasparente di tutte le informazioni scientifiche disponibili? Questo speciale organismo parlamentare cercherà di far luce su come sia stato possibile arrivare all’autorizzazione di questa sostanza giudicata un possibile cancerogeno dallo IARC, e che ha dato vita ai celebri “Monsanto papers”, con cui la multinazionale americana (che nel frattempo è diventata tedesca) sembra aver compromesso la ricerca scientifica di alcune agenzie europee. Noi saremo membri di questa commissione, che ci dà l’opportunità di batterci ancora per difendere gli interessi e la salute dei cittadini italiani ed europei”