Documento programmatico Coldiretti

Parte dal Veneto, seconda regione italiana per numero di prodotti Dop e Igp, la sottoscrizione del manifesto politico della Coldiretti per il prossimo governo e la prossima legislatura. Oggi la delegazione, guidata dal presidente Martino Cerantola e dal direttore Pietro Piccioni, e composta dai dirigenti delle sette province venete ha presentato a palazzo Balbi, al governatore della Regione, il documento che indica le prime cinque misure che il prossimo Governo dovrebbe adottare per lo sviluppo del primario. Al primo posto l’etichettatura obbligatoria per tutti i prodotti agroalimentari, attualmente vanificata dalla Commissione europea. A seguire la richiesta di istituire il ministero ‘del cibo’ che accorpi risorse e funzioni del Mipaf e quelle del Ministero per lo sviluppo economico relative all’agroalimentare.  Il terzo punto è relativo al “segreto di Stato” sulle importazioni dall’estero, che Coldiretti vorrebbe superato al fine di conoscere esiti di ispezioni e controlli, i flussi commerciali internazionali e le loro destinazioni al mercato interno. Seguono la richiesta di semplificazione normativa e burocratica e, infine, quella di una legge sui reati agroalimentari che sanzioni in maniera efficace frodi, contraffazioni e argini infiltrazioni malavitose.

“Mi auguro che i miei colleghi delle altre regioni firmino tutti questo documento, perché non si tratta di proposte che tutelano solo gli agricoltori, ma tutti i cittadini”, ha commentato il presidente della Regione Veneto sottoscrivendo il documento, presente anche l’assessore regionale all’agricoltura. “Identificazione ed etichettatura degli alimenti, semplificazione, abolizione del segreto sulle importazioni in nome della trasparenza sulla tracciabilità e contrasto deciso all’agropirateria sono norme basilari a tutela dei consumatori, prima ancora che dei produttori”, ha aggiunto. Il presidente del Veneto ha posto l’accento in particolare sulla richiesta di un codice unico delle leggi per l’agricoltura: “Quando ero ministro l’avevo fatto, era il settimo codice unico nella legislazione italiana, ma un decennio di continua gemmazione di leggi, leggine e regolamenti ha vanificato lo sforzo. I produttori agricoli devono pretendere di avere un testo unico, chiaro e organico, che raccolga tutte le norme in materia”.

Ugualmente indilazionabile è un intervento legislativo contro l’agropirateria e le contraffazioni alimentari. Per il presidente del Veneto, “chi adultera il cibo attenta alla vita delle persone e dovrebbe essere perseguito con lo stesso rigore previsto per chi spaccia o è autore di un omicidio”. Coldiretti, ha annunciato il presidente Cerantola, intende sottoporre il documento in 5 punti all’attenzione di tutti i candidati di tutte le forze politiche, per ottenere un impegno trasversale e condiviso alle richieste-chiave del settore.