emergenza idrica

Si aggrava l’emergenza idrica causata dalla siccità, dopo un 2017 già classificato in Italia come l’anno più secco dal 1800, con precipitazioni inferiori del 31% rispetto alla media storica. A lanciare l’allarme siccità è Coldiretti, analizzando i dati Ucea: il 2018 si è aperto con circa 1/3 di precipitazioni in meno (-29%) rispetto alla media storica, con crolli del 50% nel centro Italia e del 45% nel mezzogiorno, mentre nel Nord si è verificato un aumento del 5% anche grazie alle abbondanti nevicate. La mancanza di acqua – sottolinea la Coldiretti – si fa sentire soprattutto nelle campagne, dove le piante da frutto in fase di rigonfiamento delle gemme o già fiorite per effetto del caldo hanno bisogno di acqua per combattere la siccità. In sofferenza il frumento e sono a rischio anche le semine e i trapianti primaverili come il mais e gli ortaggi.

SICCITA’ IN SICILIA – Non mancano tuttavia le preoccupazioni anche per gli usi civili come a Palermo, dove è stato dichiarato addirittura lo stato di emergenza idrica da parte del Governo. La situazione – continua la Coldiretti – è grave in tutta l’Isola dove le sementi non sono germinate con il rischio di un pesante impatto sulla raccolta di grano duro, mentre sulle piante la dimensione delle arance è diminuita con un calo dei prezzi di vendita, nonostante sia stato necessario ricorrere alle irrigazioni di soccorso. La siccità colpisce anche gli ortaggi – spiega la Coldiretti – che si irrigano come se fosse giugno. Gli allevatori stanno finendo le scorte di fieno e materie prime per l’alimentazione degli animali soprattutto nelle aree interne con effetti sulla raccolta del latte. L’andamento schizofrenico dell’inizio dell’anno è confermato anche dal caldo anomalo, con le temperature massime che sono risultate di 3,3 gradi superiori alla media storica. Questo ha provocato la fioritura anticipata delle piante da frutto. Una finta primavera che ha risvegliato gli alberi, con i mandorli già in fiore e le gemme di albicocchi e peschi in fase di apertura che rischiano di essere compromesse, nel caso tornasse il freddo.  Siamo di fronte – conclude la Coldiretti – alla conferma che i cambiamenti climatici in atto in tutta Italia hanno pesanti effetti sull’agricoltura. Settore che già lo scorso anno ha subito perdite record per 2 miliardi di euro con effetti sull’occupazione e sul carrello della spesa degli italiani.