strage randagi in russia

Secondo alcune notizie provenienti dalla Russia, sembrerebbe siano in atto veri pogrom contro i cani randagi in previsione dei Mondiali di calcio della prossima estate. La strategia, riferiscono fonti di stampa internazionale, sarebbe la stessa adottata in Ucraina per i campionati europei del 2012, costati la vita a migliaia di animali. Grandissima la preoccupazione espressa dall’ Ente Nazionale Protezione Animali, tanto che la presidente nazionale, Carla Rocchi, ha scritto all’ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Sergey Razov, per esprimere la preoccupazione dell’associazione e di tantissimi italiani, profondamente turbati da quanto starebbe accadendo in Russia. In particolare, Rocchi ha chiesto al rappresentante del governo russo quali siano gli strumenti messi in campo dall’esecutivo e dalle istituzioni locali per contrastare e prevenire il randagismo. A questo proposito, Rocchi, citando l’esempio virtuoso del nostro Paese, sottolinea l’assoluta inefficacia delle uccisioni. «In Italia come all’estero – spiega Rocchi – le realtà che sono riuscite a vincere la battaglia contro il randagismo sono proprio quelle che hanno puntato sul monitoraggio, sulle sterilizzazioni, sulle adozioni dei randagi nei canili». Invece i Paesi che ancora prevedono il ricorso agli abbattimenti sono quelli dove questo fenomeno sembra non avere mai fine.

Ma il problema è soprattutto di natura etica: non è ammissibile uccidere altri esseri viventi, tanto più se ciò accade per l’incapacità di affrontare e risolvere un problema, per il quale basterebbe semplicemente adottare le buone pratiche seguite in altri contesti. Da qui l’appello che l’Ente Nazionale Protezione Animali lancia alla Fifa, la federazione internazionale del calcio, che organizza i campionati mondiali di calcio, affinché conduca delle verifiche su quanto sta accadendo ai randagi della Russia. « È inaccettabile che per uno sport si debba pagare un tributo di sangue. E sono convinta – conclude Rocchi – che qualora venisse confermato il massacro di randagi, esso rappresenterebbe una macchia indelebile per la Fifa. Una macchia che tifosi e spettatori non sono in alcun modo disposti a tollerare».