Sta arrivando “Buran”, un vento gelido siberiano. Un’eccezionale ondata di gelo sta per irrompere sul cuore dell’Europa. Sono attese nevicate a quote basse, un crollo termico e giornate di ghiaccio (ovvero con temperature diurne uguali o inferiori a 0°C) con possibili gravi disagi ai trasporti e danni all’agricoltura in molte piccole e grandi città d’Europa. All’inizio della prossima settimana a Mosca il termometro precipiterà a -27°C di notte e non supererà i -12°C durante il giorno; a Berlino si arriverà a -15°C nella notte e a -4°C di giorno; a Parigi -8°C di notte, 0°C di giorno; a Londra -6°C durante la notte e fino a 1°C durante il giorno; a Budapest -16°C di notte, -5°C di giorno.

PERCHÈ SI CHIAMA BURAN? – Il termine Buran ha origine dalla parola russa буран e da quella turca burağan, “vento molto forte”. La radice comune è bor- che significa “volgere, trascinare”. Questo vento gelido, che alcuni chiamano “Burian”, ha origine dal settore russo-siberiano, ad est degli Urali nei pressi del bassopiano sarmatico siberiano: si tratta di un vento forte da NE o E-NE che soffia in Siberia ed è accompagnato da freddo intenso che dà origine a vere e proprie tempeste di neve. Quando il Buran, scavalca gli Urali può invadere anche l’Europa e arrivare fino all’Italia (seppur attenuato rispetto alle origini). 

CHE SUCCEDERÀ IN ITALIA? – Gli effetti sull’Italia potrebbero consistere in un brusco abbassamento delle temperature accompagnato da intense nevicate che si potrebbero spingere fino in pianura e lungo le coste. Domenica l’aria gelida, sospinta da intensi venti orientali, inizierà ad affluire sull’Italia a partire dal Nord e dall’alto Adriatico. É sempre più probabile che questi venti gelidi con l’inizio della prossima settimana riescano a raggiungere anche gran parte del nostro Paese, lasciando ai margini soltanto l’estremo Sud, la Sicilia e le Isole. Tra lunedì e martedì le temperature potrebbero scendere su valori di oltre 10°C al di sotto della media stagionale (con minime intorno a -7°C, -8°C anche in pianura e massime intorno allo zero). A causa dei forti venti, e del conseguente effetto wind chill, le temperature percepite potranno risultare addirittura nell’ordine di -10°C-15°C, cioè di vari gradi al di sotto rispetto ai valori misurati dal termometro. Non è tutto. L’irruzione dell’aria gelida sul nostro Paese, attraverso la porta della Bora, sarà accompagnata tra domenica e lunedì da forti venti da nord-est sull’alto Adriatico con raffiche fino a 100 km/h. E probabilmente arriverà anche la neve a bassa quota: a partire dalla giornata di domenica, le zone maggiormente a rischio di abbondanti nevicate fino in pianura saranno Emilia Romagna e Marche. Verranno pertanto imbiancate anche le coste.

PERCHÈ QUESTA ONDATA DI GELO? LA RISPOSTA ARRIVA DAL POLO NORD – “L’anomalo riscaldamento della stratosfera (intorno ai 30km di quota) cominciato a inizio febbraio – spiegano i meteorologi del Centro Epson Meteo – ha causato, oltre alla deformazione del vortice polare, anche una sua propagazione verso più basse latitudini accompagnato dalla massa d’aria gelida che lo caratterizza. Uno di questi nuclei di aria gelida è proprio la massa d’aria siberiana che, a partire dal weekend, farà irruzione sul cuore dell’Europa provocando un’ondata di freddo molto intensa. Quello che avverrà nei prossimi giorni è connesso ad un fenomeno denominato Sudden Stratospheric Warming (SSW, in italiano riscaldamento improvviso della stratosfera). Il termine SSW si riferisce a ciò che osserviamo, ovvero un riscaldamento rapido (fino a circa 40-50°C in un paio di giorni) nella stratosfera, tra 15 e 50 km.

IL SUDDEN STRATOSPHERIC WARMINGMolti avranno sentito parlare delle correnti a getto, sorta di nastri trasportatori dei sistemi atmosferici. Tra queste correnti a getto, vi è quella che circonda l’Artico. Essa scorre da ovest verso est. Questo flusso può essere interrotto da disturbi nella troposfera (la parte più bassa dell’atmosfera) o comunque da altre cause quali, ad esempio, una vasta area di alta pressione nell’emisfero settentrionale. Questi disturbi creano delle oscillazioni nel getto polare, vere e proprie onde, che si infrangono proprio come le onde del mare sulla spiaggia. Quando tali ondulazioni si rompono, vi può essere un indebolimento o persino una inversione del flusso che scorre da ovest verso est, invertendo quindi i venti facendoli andare verso ovest persino. Mentre ciò accade, l’aria nella stratosfera inizia a collassare sull’area polare e si comprime. Mentre si comprime, si scalda e da qui discende il riscaldamento stratosferico. Le fluttuazioni quindi della circolazione generano onde che viaggiano su nell’atmosfera fino ai venti che scorrono da est verso ovest in stratosfera. Si genera una rottura del flusso che rinforza i venti orientali trasportandoli nelle parti più basse dell’atmosfera. Questo processo continua fino a che i venti orientali raggiungono la troposfera. Questo fenomeno copre un arco di tempo che va da alcuni giorni a qualche settimana. L’alterazione del flusso con la generazione dei venti orientali, indebolisce l’area di bassa pressione e trasporta la corrente a getto più a sud. Questo produce una alta pressione sull’Atlantico settentrionale che blocca il flusso usuale delle correnti occidentali, facendo affluire aria fredda da est di origine continentale. Quanto fa freddo dipende poi, in prevalenza, dall’area di provenienza del flusso orientale nei bassi strati.”

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