Il Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali (CONAF), che rappresenta migliaia di professionisti che operano quotidianamente nella gestione e nella conservazione del nostro patrimonio forestale, condivide l’impostazione generale del nuovo Decreto Legislativo in via di approvazione al Consiglio dei Ministri. Il CONEF lo considera un successo del lavoro congiunto, al quale ha contribuito partecipando al Tavolo di filiera legno, istituito presso il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. In particolar modo ritiene condivisibili i valori fondamentali su cui si basa l’intero decreto: la gestione attiva della risorsa forestale secondo i principi della sostenibilità ambientale.

IL NUOVO CODICE FORESTALE – Il nuovo Codice Forestale, approvato in Senato il 24 gennaio, è un testo di legge definito da molti innovativo. Dà finalmente una visione di sistema e tenta di dare delle risposte ai tanti interrogativi che negli ultimi anni sono stati posti, cercando di superare il dualismo tra utilizzo e conservazione. Nella legge si trova citata la multifuzionalità del bosco, inteso come serbatoio sia per la produzione sostenibile sia per la capacità che ha il bosco di fornire servizi ecosistemici. Nel testo viene infine chiarito anche cosa si intenda per “gestione attiva”, ovvero: “l’insieme delle azioni silvocolturali volte a valorizzare le molteplicità delle funzioni del bosco e a garantire la produzione sostenibile di beni e servizi ecosistemici”.

L’IMPORTANZA DI ARMONIZZARE LA NORMATIVA – Armonizzare la normativa nazionale è un passo decisivo per tutto il settore forestale italiano, dal momento che il patrimonio forestale nazionale costituisce una importante risorsa, sia economica che ambientale. Oggi i boschi coprono un terzo dell’intera superficie d’Italia e sono in continua e costante progressione da parecchi decenni, in seguito all’abbandono delle terre coltivabili più marginali. L’Italia, però, pur avendo un alto consumo di materiale legnoso, sia per scopo industriale sia per scopo energetico, utilizza solo una piccola parte della risorsa legnosa disponibile nei propri boschi, ricorrendo per il resto all’importazione del prodotto anche da Paesi tropicali.

LE DICHIARAZIONI DEL CONAF – “L’abbandono in cui versano la maggior parte delle nostre foreste costituisce solo e soltanto una rinuncia alla possibilità di riattivare un’economia sostenibile e moderna, specialmente nelle aree più interne e svantaggiate nel nostro Paese”.- E’ quanto afferma in una nota il Presidente del CONAF Andrea Sisti, -“La mancanza di una gestione attiva delle foreste porta spesso a forme di degrado e di instabilità dei nostri boschi. Infatti, una delle cause del propagarsi degli incendi e dell’impossibilità di controllarli è proprio lo stato di abbandono in cui versano. Così come le frequenti inondazioni e frane spesso avvengono in aree ad alta densità boschiva. Il bosco perché possa svolgere al meglio le sue molteplici funzioni deve rientrare in un territorio correttamente gestito. Ne consegue che il nuovo strumento legislativo, in approvazione nella prossima riunione del Consiglio dei Ministri, costituisce il necessario ammodernamento della legge nazionale in materia forestale.” Per il CONAF il risultato di questo lavoro congiunto permetterà di tutelare i nostri boschi e a proteggerci dal dissesto idrogeologico, senza trascurare la conservazione della bellezza paesaggistica e della ricchezza di ecosistemi.

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