Il paesino fantasma di roghudi, nel parco Nazionale d'Aspromonte
Il paesino fantasma di roghudi, nel parco Nazionale d'Aspromonte

Sarà possibile vedere i due borghi fantasma dell’Aspromonte, Africo e Roghudi. Abbandonati negli anni ’50 e ’70 del secolo scorso all’indomani di un’alluvione, ora tornano a vivere con le escursioni e grazie al sacrificio di cittadini ed associazioni che hanno provveduto a pulire percorsi e siti.

DOPO PASQUA IL MEETING NAZIONALE DELLE GUIDE AMBIENTALI ESCURSIONISTICHE  – “Su questi territori c’è stato un inteso lavoro dell’Ente Parco nazionale dell’Aspromonte, che ha conseguito un accordo di programma con i Comuni del territorio, con stanziamenti e strategie per il recupero di questi borghi un tempo simbolo di arroccamento in montagna ed oggi pionieri dell’ecoturismo in Aspromonte” ci ricorda Giuseppe Bombino, infaticabile presidente dell’Ente Parco che in questi anni ha lavorato per il riscatto del territorio aspromontano. Il Meeting nazionale delle Guide Ambientali Escursionistiche (AIGAE), ospitato dal Parco nazionale dell’Aspromonte, ci ricorda Filippo Camerlenghi presidente di AIGAE, ai primi di Aprile, “sarà conferenze, escursioni, briefing stampa sul territorio, sulle cime dei monti, nei borghi fantasma, lungo i sentieri per vivere il territorio, assemblea dei soci, formazione, ma soprattutto un grande segno di amicizia ed impegno tra le guide ambientali escursionistiche AIGAE ed il Parco nazionale dell’Aspromonte, un luogo d’eccezione che merita tutto il nostro impegno per lo sviluppo dell’ecoturismo e del cammino lento”.

ROGHUDI IL BORGO FANTASMA TRA I PIÙ SPETTACOLARI DELL’INTERA CALABRIA –  Roghudi è situato in una posizione spettacolare e al quanto particolare ovvero su di uno sperone roccioso che degrada sulla fiumara Amendolea e da un lato anche sul torrente Furria. Questa sua posizione lo rende probabilmente tra i più spettacolari borghi abbandonati dell’intera Calabria. Fu abbandonato in seguito ad un’alluvione, negli anni ’70 anche se fino agli anni ’80 il borgo era teatro di feste religiose e spettacoli. Giornate in cui il paese era vissuto ed in tutte le strette vie c’era aria di festa e profumo di sugo di carne di capra che poi serviva per condire i maccheroni fatti a mano. Dopo il trasferimento della Madonna dal Borgo antico a quello nuovo, situato nella zona marina, anche la gente iniziò a non frequentarlo più.  Le strade per raggiungerlo divennero sempre più inaccessibili e per tutti diventò un paese fantasma! Ora grazie alle numerose attività escursionistiche nate nel frattempo, il borgo di Roghudi è stato reso visitabile, simbolo di un’Italia che punta sempre di più sul turismo ambientale e sempre più una meta molto apprezzata dai numerosi camminatori che hanno voglia di scoprire la storia di questo luogo che a lungo ha conservato, grazie ai abitanti, usi e tradizioni secolari e la lingua di Omero ovvero il Greco o Grecanico di Calabria.  Molte sono le leggende o storie particolari o curiosità che si sono tramandate fino ai giorni nostri. Come ad esempio sembra che ai muri esterni delle abitazioni venivano fissati grossi anelli di ferro ai quali si legavano delle corde per impedire che i bambini potessero cadere dagli altissimi dirupi.