Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha pubblicato il secondo Rapporto Annuale sugli Effetti per l’Ecosistema Marino della Tecnica dell’Airgun, che prende in considerazione le evoluzioni di interesse per la materia relative all’ultimo anno. Il rapporto, redatto in collaborazione con l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), riporta aggiornamenti in relazione sia al quadro normativo vigente in materia di rumore sottomarino e di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), sia alle attività effettuate con tecnica airgun nelle acque territoriali italiane.

LA TECNICA AIRGUN – La tecnica dell’airgun consiste nella realizzazione di un’ecografia del fondale marino e dei primi strati di crosta terrestre, effettuata tramite l’emissione di onde acustiche dalla superficie del mare e lo studio della loro rifrazione. Queste prospezioni acustiche hanno utilità sia negli studi di geologici che per quelli commerciali volti ad individuare riserve di idrocarburi.

LA SECONDA EDIZIONE DEL RAPPORTO – La Prima edizione del rapporto sugli effetti per l’ecosistema marino della tecnica dell’airgun ha rappresentato una fotografia ricognitiva dello stato di fatto e al contempo un punto di partenza per inquadrare sotto più profili l’argomento. In questa seconda edizione sono stati raccolti i dati aggiornati sulle attività con airgun svolte nei nostri mari e le principali evoluzioni che nel corso di circa un anno hanno modificato, per alcuni aspetti anche in modo significativo, il quadro di riferimento sulla materia. Nel rapporto viene evidenziato che a fronte del crescente interesse che ha suscitato l’utilizzo di tale tecnica, risulta di particolare rilevanza la recente modifica introdotta alla normativa in materia di Valutazione di Impatto Ambientale dal d.lgs. n. 104 del 16 giugno 2017. Questa modifica ha esteso le procedure di valutazione ambientale anche alle attività di prospezione geofisica realizzate con tale tecnica con finalità di carattere scientifico dagli enti di ricerca. Questo ultimo rapporto ha avuto modo di appurare che si va verso un maggiore controllo della tecnica e una mitigazione dei suoi effetti per l’ambiente, seppure va segnalato che, essendo questi ultimi anche di carattere transfrontaliero, l’approccio per una corretta gestione della materia dovrebbe prevedere l’applicazione in modo quanto più omogeneo possibile per tutto il bacino del Mediterraneo.

I PRIMI RISULTATI OTTENUTI – Grazie al crescente interesse sulla tematica del rumore sottomarino, nel contesto europeo è da segnalare l’emissione da parte della Germania di norme tecniche che introducono dei valori soglia per il rumore sottomarino di riferimento, sia per l’industria che per gli enti di controllo e validazione. Inoltre, il confronto avviato nella prima parte dell’anno 2017 con gli Enti di ricerca ha consentito di migliorare il quadro delle conoscenze e di individuare le possibili linee di studio sul tema degli effetti per gli ecosistemi marini della tecnica degli airgun.

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