Interventi di prevenzione più coordinati e indennizzi in tempi più rapidi agli allevatori colpiti dagli assalti del lupo. Sono i due obiettivi di lavoro che la Regione Veneto, rappresentata dall’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan e dal responsabile della direzione regionale Agroambiente caccia e pesca Andrea Comacchio, ha presentato alla Comunità montana dell’altopiano di Asiago, rappresentata dal sindaco di Gallio Emanuele Munari, nell’incontro svoltosi nel Palazzo della Reggenza e dedicato alla presenza del grande carnivoro nell’area dei Setti Comuni.

IL LUPO SULL’ALTOPIANO STA CAUSANDO DANNI IMPORTANTI – “Il problema della presenza del lupo sull’Altopiano è relativamente recente, ma sta causando danni sensibili in un’area fortemente antropizzata e storicamente vocata all’alpeggio e all’allevamento in quota – ha premesso l’assessore. Pan non ha mancato di ricordare che per la legislazione europea e nazionale il lupo è specie protetta e che, in Italia, continua a mancare un piano di gestione nazionale del lupo.

L’IMPEGNO DICHIARATO DALLA REGIONE VENETO Dal canto suo, la Regione Veneto – ha fatto sapere in una nota – che ha fatto ricorso a risorse proprie e ai fondi comunitari del Progetto Wolfalps, per sostenere una duplice strategia: aiutare gli allevatori a dotarsi di sistemi di prevenzione, da un lato; e, dall’altro, indennizzare i capi predati. Nel 2017 agli allevatori sono stati pagati 137 mila euro a ristoro dei danni subiti a causa delle predazioni.  “Quest’anno la Regione mette a disposizione 200 mila euro di aiuti– ha dichiarato Pan – che saranno erogati, tramite Avepa, a chi investe in recinti elettrificati e in dissuasori faunistici. Per il prossimo anno e per il 2020 il bilancio regionale stanzierà un milione di euro l’anno per i danni da fauna selvatica. Al fine di velocizzare i pagamenti, la Giunta ha predisposto una procedura di raccordo diretto con le Province, in modo che gli indennizzi avvengano in tempi rapidi, entro i due mesi”. 

SI PUÒ RISOLVERE IL PROBLEMA SOLO FACENDO SQUADRA “Regione, comunità montana, amministrazioni locali e categorie interessate devono fare squadra- ha concluso l’assessore – non solo per coordinare gli interventi di prevenzione, ma soprattutto per portare all’attenzione del futuro governo proposte e strategie di gestione sostenibile della presenza di un animale predatore con il lupo in aree tradizionalmente vocate alla zootecnìa”.

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