Marciana Marina, Legambiente: “Sanatoria, senza risolvere il problema dell’inquinamento”
Marciana Marina, Legambiente: “Sanatoria, senza risolvere il problema dell’inquinamento”

L’Amministrazione Comunale di Marciana Marina sembrerebbe voglia rendere balneabile il tratto di spiaggia all’interno dell’area portuale. Legambiente si dichiara sconcertata e accusa l’attuale amministrazione di essere come la precedente Amministrazione Ciumei. L’associazione conferma le osservazioni più volte presentate riguardo al Piano del Porto di Marciana Marina.

LEGAMBIENTE LA RITIENE UNA FORZATURA INACCETTABILE – Già nel 2016 sosteneva che la balneabilità di un tratto di spiaggia, completamente compresa nell’area portuale, era davvero inaccettabile. L’area si trova tra due moli (quello nuovo e quello del Pesce) e in quella zona dove sarà possibile il transito e l’attracco dalle imbarcazioni in entrata e in uscita dall’area portuale. “Quello che l’Amministrazione comunale in effetti propone, tracciando una linea aleatoria obliqua che arretra l’area portuale dal naturale imbocco del Porto è una sanatoria di una incredibile situazione in atto da anni, più volte denunciata da Legambiente: una spiaggia, artificiale perché frutto dell’erosione, in piena area portuale che si sviluppa punteggiata da due troppo-pieni fognari ed uno scarico di “acque bianche”. Nell’area i tecnici di Goletta Verde (l’Arpat non effettua prelievi in quanto area portuale) hanno negli ultimi anni rilevato altissimi livelli di inquinamento batterico. La stessa Vas [Valutazione ambientale strategica] sottolinea che “Sull’area insistono alcuni canali di scolo di acque reflue che influenzano negativamente la qualità delle acque”» ha dichiarato Legambiente.

I DATI DI GOLETTA VERDE SONO ALLARMANTI – Prelievi realizzati nel giugno 2017 da Goletta  Verde al troppo pieno del Moletto del Pesce hanno riportato risultati molto preoccupanti: 15.330 escherichia coli (UFC/100 ml)  e 4.680 enterococchi intestinali (UFC/100 ml), Facendo riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) i giudizi si esprimono sulla base dello schema seguente: Inquinato = Enterococchi intestinali maggiori di 200 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 500 UFC/100ml; Fortemente inquinato = Enterococchi intestinali maggiori di 400 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 1000 UFC/100 ml. quindi con un giudizio fortemente inquinato che conferma – salvo rare eccezioni – i dati dei prelievi eseguiti anche negli anni precedenti, che spesso, secondo le condizioni climatiche, avevano mostrato sforamenti percentualmente anche molto superiori.

LA DENUNCIA DI LEGAMBIENTE – Come dicevamo nelle osservazioni al progetto dell’amministrazione Ciumei: «Ora il Comune chiede praticamente alla Regione Toscana ed alla Capitaneria di Porto di approvare una sanatoria e di derogare alle leggi ed alle norme che regolano la balneazione». Si tenta quindi ancora una volta di imporre una situazione di fatto dopo che è stata illegittimamente precostituita negli anni. Legambiente Arcipelago Toscano ricorda che già oggi la balneazione nella spiaggia della Marina (ad est del Molo del Pesce) è consentita solo grazie a una deroga che ora verrebbe estesa ad ovest dentro l’area portuale e, come scritto nelle osservazioni del 2016, «invita al rispetto delle normative vigenti ed al rispetto della Direttiva europea sulla qualità delle acque.

LA SPIAGGIA DEL “CAPITANINO” – “Dispiace che si adotti lo stesso escamotage proposto dalla precedente amministrazione per la spiaggia portuale del “Capitanino”  invece di intervenire con un progetto e finanziamenti per fermare l’avanzatissima erosione della spiaggia della Marina – migrata quasi interamente nel Porto – e per rimediare agli sconsiderati interventi del recente passato che hanno devastato e sfigurato paesaggisticamente la principale spiaggia di Marciana Marina. La spiaggia del Capitanino è frutto dell’erosione della spiaggia della Marina iniziata negli anni ’80 subito dopo il prolungamento dell’attuale diga foranea del Porto e l’attuale amministrazione comunale – come quella precedente –  sembra non voler utilizzare il materiale migrato all’interno del porto per realizzare il ripascimento della spiaggia della Marina ed incrementando così davvero legittimamente la possibilità di balneazione” aggiunge Legambiente.