Tra le principali causa di perdita di biodiversità, in Italia e nel mondo, ci sono le cosiddette “Specie esotiche invasive”, ovvero specie animali e vegetali originarie di altre regioni geografiche, volontariamente o accidentalmente introdotte sul territorio nazionale, che hanno sviluppato la capacità di costituire e mantenere popolazioni vitali allo stato selvatico e che si insediano talmente bene da rappresentare una vera e propria minaccia.

Per limitarne i danni nei confronti delle specie autoctone, il Ministero dell’Ambiente ha emanato un decreto legislativo che definisce le procedure e le azioni necessarie a gestire e controllare la diffusione di queste specie nel nostro paese. E tra le prime azioni del provvedimento emerge un piano di gestione nazionale per la nutria, una delle specie esotiche a più forte impatto sull’ambiente naturale e sulle attività agricole, in consultazione pubblica sul sito del ministero dell’Ambiente. Queste specie – come le altre invasive – oltre ad entrare in concorrenza diretta con alcune delle nostre specie, possono alterare lo stato degli habitat e degli ecosistemi naturali, e a volte provocare ingenti danni economici ad attività produttive quali l’agricoltura e lo sfruttamento di risorse silvo-pastorali. A solo titolo di esempio: i danni provocati dalle specie esotiche invasive nella sola Gran Bretagna per il 2015 sono stati stimati intorno ai 2 miliardi di euro.

Il decreto tra l’altro stabilisce che chi detiene uno o più esemplari di specie esotiche inclusi negli elenchi delle specie esotiche invasive di rilevanza europea o nazionale è tenuto a farne denuncia al ministero. Sul portale www.minambiente.it è disponibile il modulo di denuncia per continuare a tenere gli animali di affezione appartenenti a questa specie, il cui possesso deve essere dichiarato entro il 14 agosto 2018. Chi possiede animali da compagnia che appartengono a specie esotiche invasive può continuare a custodirli a condizione di:

  • esserne in possesso  prima del decreto o, nel caso in cui sia aggiornato l’elenco delle specie esotiche invasive, prima della sua entrata in vigore;
  • denunciarli al ministero dell’Ambiente entro 180 giorni;
  • adottare misure opportune per impedire la fuga o la riproduzione dell’animale.

Fino ad oggi sono state pubblicate sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea due liste di specie esotiche vegetali ed animali di rilevanza unionale, che complessivamente costituiscono un elenco consultabile di 49 specie.

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