«Il parere del Consiglio di Stato sui sacchetti per l’ortofrutta è un piccolo passo in avanti ma non basta. È urgente che il Ministero della Salute, così come chiediamo da quattro mesi, prenda una posizione ufficiale autorizzando la grande distribuzione a garantire ai cittadini un’alternativa riutilizzabile alle buste compostabili monouso, a partire dall’uso di retine, così come avviene già in diversi Paesi europei». Così il presidente di Legambiente Stefano Ciafani di Legambiente commenta la decisione del Consiglio di Stato, che con un parere sollecitato dello stesso Ministero della Salute ha autorizzato di fatto i consumatori a portare da casa il sacchetto per l’acquisto dell’ortofrutta anziché acquistarlo negli esercizi commerciali.

LE RETINE NON HANNO MAI CAUSATO EPIDEMIE – «I supermercati sono già pronti a vendere retine e non ci si risulta che negli altri paesi europei ci siano mai state epidemie causate dalla contaminazione da sacchetti riutilizzabili nei supermercati – prosegue Ciafani –. L’inevitabile e naturale presenza della terra residua dalle attività agricole ad esempio testimonia che i rischi paventati dal segretario generale del ministero della Salute, che ha indicato l’utilizzo di sacchetti monouso per questioni igienico sanitari, sono davvero pretestuosi. Smettiamola con questi falsi allarmismi. La legge è dello scorso luglio, non è possibile che ancora non si chiarisca ai supermercati e agli stessi cittadini quali sporte riutilizzabili è possibile usare».

ITALIA PRIMA IN EUROPA AD APPROVARE LA LEGGE CONTRO GLI SHOPPER NON COMPOSTABILI – Secondo Legambiente la nuova disposizione, sicuramente più restrittiva rispetto alle altre adottate in Europa, deve essere un vanto per l’Italia nella battaglia contro l’inquinamento da plastica non gestita correttamente. Il nostro Paese, infatti, è stato il primo in Europa ad approvare la legge contro gli shopper non compostabili, approvata nel 2006 ed entrata in vigore nel 2012, ad applicare dal 1 gennaio 2018 la messa al bando dei sacchetti leggeri e ultraleggeri di plastica tradizionale, a dire stop ai cotton fioc non biodegradabili e compostabili (dal 2019) e alle microplastiche nei cosmetici (a partire dal 2020). Non va inoltre dimenticato l’impegno sul fronte dell’economia circolare promosso da Comuni, Consorzi ed imprese private.

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