Montagna, oltre 9mila richieste di soccorso nel 2017
Montagna, oltre 9mila richieste di soccorso nel 2017

Nel 2017 in Italia sono stati più di 9mila interventi di soccorso in montagna e in grotta. Non erano mai state così tante le chiamate al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, che nell’anno passato hanno superato ampiamente la media degli interventi dell’ultimo decennio, che di solito si attestava attorno agli 8mila annuali. Nel 2017 è stato necessario l’impiego di 35.156 tecnici per un totale di 171.109 ore/uomo e di 26.070 giornate/uomo per portare a termine 9.059 missioni di soccorso con l’impiego di 3.856 elicotteri, di cui il 98,2% appartenenti al 118. Si conferma molto bassa la percentuale dei Soci CAI (Club Alpino Italiano) soccorsi sul totale: sono il 7%.

IL DATO PIÙ PREOCCUPANTE È QUELLO RELATIVO ALLE VITTIME – nel 2017 i deceduti in montagna sono stati 458, un’impennata del 20,01% su base annua. Sempre rispetto al 2016, è cresciuto del 21,89% anche il totale delle persone soccorse: sono state 8.867, di cui 3.231 illesi, 3.543 feriti leggeri, 1.253 feriti gravi, 285 feriti in imminente pericolo di vita e 70 dispersi. L’attività dove le richieste di soccorso alpino sono più frequenti resta l’escursionismo, che copre il 40,4% degli interventi. Un dato che non diminuisce, nonostante le campagne di prevenzione e i numerosi allarmi. Nelle statistiche delle persone soccorse segue l’alpinismo, con un 6,1% di richieste d’aiuto, con a ruota le mountain bike: nel 2017 circa 440 biker hanno dovuto essere raggiunti dai soccorritori. Quest’ultimo dato è in crescita da circa quattro anni, anche per il diffondersi delle attività più ‘estreme’, come il downhill e i percorsi più difficili su due ruote. Anche 225 fungaioli, nell’anno passato, sono stati soccorsi. Crescono anche i soccorsi agli amanti di parapendio (124 casi) e gli episodi mortali che coinvolgono i base jumper. In generale tutte le attività ‘estreme’ in montagna vedono un numero maggiore di appassionati, con relativa impennata delle chiamate di soccorso.

PARLANDO DI CAUSE DEGLI INCIDENTI – la prima voce resta la caduta, che tocca il 47,5% delle richieste d’intervento. È seguita dall’incapacità (2.213 casi), dai malori (1.072) e da cause atmosferiche (343), equivalente al 3,9%. Seguono le motivazioni tecniche(manovre sbagliate, rottura di ancoraggi), valanghe, shock anafilattici, false chiamate e folgorazioni (che non raggiungono il 1%). Gli italiani sono il 75,9% tra le persone soccorse, mentre tra gli stranieri l’8% è di nazionalità tedesca. I Paesi confinanti sull’arco alpino (Francia, Svizzera, Austria) assieme toccano un 3,5%. L’analisi per età certifica che la fascia più colpita da incidenti è quella tra i 40 e 50 anni, con il 19,23% delle persone soccorse. Merita una menzione il 6,46% di quota relativa a soggetti anziani, tra i 70 e gli 80 anni, e il 2,88% di pazienti con età superiore. Infine, il 2,33% delle persone soccorse riguarda bambini fino a 10 anni.