Dopo quasi 25 anni di risultati positivi, che hanno posto la Sicilia tra le prime regioni a livello nazionale e con riconoscimenti anche a livello internazionale, le Riserve Naturali Siciliane sono di nuovo a un passo dalla chiusura: a rischio le attività di conservazione della natura, di divulgazione ambientale, di presidio del  territorio per la legalità e lo sviluppo sostenibile. Rischia  di essere questa la conseguenza del pesante taglio attualmente previsto dalla finanziaria regionale in discussione in queste ore all’Assemblea Regionale Siciliana: il capitolo 443302 subisce una riduzione, abnorme e ingiustificata,  del 40% rispetto al fabbisogno annuale come nessun altro settore del bilancio regionale. Tali fondi sono sufficienti solo fino all’inizio del mese di agosto,  dopo ci sarà inevitabilmente il blocco, in piena stagione balneare, turistica e a rischio incendi, di ogni attività gestionale.

LE RISERVE NATURALI IN QUESTI ANNI HANNO CONSEGUITO OTTIMI RISULTATI – Delle 76 riserve naturali istituite, 27 sono affidate in gestione ad Associazioni Ambientaliste (Legambiente, WWF, LIPU, Italia Nostra, Cai, GRE, Rangers d’Italia) ed all’Università di Catania e tra queste rientrano alcune tra le più belle e note aree protette siciliane (come le Saline di Trapani, l’Isola di Lampedusa, il Biviere di Gela, l’Isola Lachea, Torre Salsa, Monte Conca, Grotta di Santa Ninfa, Monte Pellegrino), in cui sono stati raggiunti importantissimi risultati nella conservazione, tutela e recupero ambientale oltre che  nella promozione di una fruizione compatibile, con riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale (basti pensare al Trip Advisor Award assegnato annualmente alla Spiaggia dei Conigli nella Riserva Naturale Isola di Lampedusa) e con ripercussioni positive anche in termini di immagine per la Regione Siciliana e per la promozione turistica.

UNA LEGGE “AMMAZZANATURA” – “E tutto questo sta accadendo in occasione della ricorrenza delle leggi regionali in materia di aree naturali protette: il 6 maggio del 1981 veniva infatti votata la prima legge regionale, la n.98,  ed il 9 agosto del 1988 la legge regionale n.14. E così per precise responsabilità politiche, nel maggio del 2018 rischia di essere emanata una legge “ammazzanatura” come poche, che costringerà ad agosto del 2018, nel trentennale della legge regionale sulle aree protette, gli enti gestori a chiudere le riserve naturali e a consegnare le chiavi al Presidente della Regione Nello Musumeci ed all’Assessore Regionale al Territorio e Ambiente Toto Cordaro” hanno dichiarato le associazioni ambientaliste in una nota.

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