Ieri all’incontro sulla lotta al punteruolo rosso in programma a Euroflora è intervenuto il professor Claudio Littardi, del Centro studi e ricerche per le palme di Sanremo, che ha illustrato i risultati di un lavoro di ricerca, durato circa 7 anni, sul tema della lotta biologica al nemico numero uno delle palme: il punteruolo rosso. Partendo dal presupposto secondo cui “Non è possibile rendere “immuni” le palme né avere una soluzione una volta per tutte – la biologia vegetale è molto diversa da quella animale – ma è possibile lavorare attraverso sistemi naturali di contrasto e prevenzione”. Littardi ha poi spiegato: “La ricerca in laboratorio ha consentito di selezionare un ceppo di un particolare fungo, che cresce naturalmente nei nostri suoli e che è già un controllore naturale delle popolazioni di insetti, di nome Beauveria bassiana, particolarmente aggressivo nei confronti del punteruolo rosso. E’ in grado di distruggere l’80% degli insetti attaccandone direttamente l’intestino. Il fungo è già utilizzato in Francia da qualche tempo ed è oggi in fase di autorizzazione nel nostro Paese”.
Questo “salvavita” delle palme si somministra in forma granulare, sotto forma di spore che, a contatto con l’insetto, lo uccidono in 4/5 giorni e sviluppano nel suo corpo il loro ciclo vitale producendo nuove spore. Di fatto diventa a sua volta elemento di contaminazione presso altre palme e nel lungo periodo si può giungere a una sorta di contaminazione ambientale molto limitante per il punteruolo rosso. E’ possibile attaccare solo il punteruolo, rispettando tutti gli altri insetti che vivono con le palme e nel giardino, al contrario della lotta chimica che agisce in modo indiscriminato. Allo stesso tempo consente di ottenere buoni risultati senza provocare ferite alle palme come in altre tecniche che utilizzano la perforazione degli stipiti.                                                                                                         Littardi ha ricordato anche quanto sia importante, al fianco della lotta al punteruolo, la ricostruzione dei palmeti, considerando anche l’aspetto della biodiversità: una strada che hanno iniziato a percorrere le città di Nizza, Sanremo e Bordighera, piantando palme di specie differenti. Oltre il 90% delle palme uccise dal punteruolo appartengono alla palma delle canarie; risulta consigliabile quindi selezionare quelle meno appetibili per l’insetto. Così come è fondamentale un’informazione corretta e diffusa sulle metodologie biologiche per contrastarlo. Infatti, ha osservato Aldo Grande, perito agrario di Genova : “Il fungo antagonista consente di evitare l’uso di antiparassitari chimici che richiedono molte attenzioni sia per chi opera sia per chi fruisce dei giardini”.

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