Smog, valori ancora oltre i limiti: l'UE deferisce l'Italia
Smog, valori ancora oltre i limiti: l'UE deferisce l'Italia

La Commissione Ue ha deferito l’Italia alla Corte di giustizia europea per aver violato le norme europee anti smog, a causa della ripetuta violazione dei limiti imposti dall’Unione Europea relativamente al particolato Pm10. Inoltre, la Commissione ha deciso di deferire Francia, Germania, Ungheria, Italia, Romania e Regno Unito alla Corte di giustizia dell’UE per il mancato rispetto dei valori limite stabiliti per la qualità dell’aria e per aver omesso di prendere misure appropriate per ridurre al minimo i periodi di superamento. 

L’ITALIA HA VIOLATO LE NORME IN MATERIA DI OMOLOGAZIONE DEI VEICOLI – La Commissione sta inoltre inviando lettere di costituzione in mora complementari a Germania, Italia, Lussemburgo e Regno Unito, per aver violato le norme dell’UE in materia di omologazione dei veicoli. Nel maggio 2017 la Commissione ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per il mancato adempimento degli obblighi derivanti dalla normativa dell’UE in materia di omologazione dei veicoli da parte di Fiat. Successivamente a questa, l’Italia ha ordinato al gruppo Fiat di effettuare un richiamo obbligatorio nell’Unione europea. Nel quadro dell’attuale scambio, la Commissione richiede informazioni supplementari sulle concrete misure correttive adottate e le sanzioni applicate.

GLI STATI MEMBRI DISPONGONO DI DUE MESI DI TEMPO PER REPLICARE ALLE ARGOMENTAZIONI ADDOTTE DALLA COMMISSIONE – In caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato. In merito al particolato (PM10)  in 28 zone di qualità dell’aria, i valori limite giornalieri sono stati costantemente superati. Va ricordato che alcune di queste zone sono insite nella pianura padana, la cui per conformità geofisica si trova svantaggiata rispetto ad altre aree per il contrasto allo smog in generale. In tutti i casi di superamento dei valori limite stabiliti dalla normativa dell’UE sulla qualità dell’aria ambiente (direttiva 2008/50/CE), gli Stati membri sono tenuti ad adottare piani per la qualità dell’aria e a garantire che tali piani stabiliscano misure appropriate affinché il periodo di superamento sia il più breve possibile. In linea con il principio di sussidiarietà, la normativa dell’UE lascia agli Stati membri la scelta dei mezzi da utilizzare per il rispetto dei valori limite.

LA MOBILITÀ SOSTENIBILE È CENTRALE – Si fa sentire la Lega, attraverso il suo responsabile nazionale del dipartimento ambiente Giancarlo Locarni: “Con l’ennesimo deferimento da parte della commissione europea (prima era sulla direttiva anti rumore, ora sulla qualità dell’aria, senza contare il deferimento ulteriore in merito ai rifiuti radioattivi) ci domandiamo cosa abbia messo in campo il ministro Galetti per arginare tale criticità e cosa abbia messo in campo il presidente della regione Piemonte Chiamparino, che parrebbe al traino del tavolo interregionale del bacino padano, più che un attore principale dello stesso. Auspico che il futuro governo metta in campo reali politiche ambientali per apportare quella giusta svolta su una reale e concreta sostenibilità sia a livello privato che pubblico, con un occhio di riguardo alla mobilità sostenibile. Una reale mobilità sostenibile di fatto sarebbe un viatico importante per l’abbattimento concreto del PM10 e non solo, visto che si deve porre la giusta attenzione pure al biossido di azoto (NO2)”.