Ripartire dallo sport per preservare, mantenere e curare la salute: è questo il messaggio che emerge dall’incontro di Confassociazioni ambiente, organizzato ieri presso la Camera dei Deputati in collaborazione con la Società Italiana di Medicina Ambientale. Sotto la lente d’ingrandimento di c’è una società sempre più urbana, che risente di stili di vita condizionati da inquinamento, abitudini che conducono allo stress e da esercizio fisico all’aria aperta non sufficiente. La panoramica del fenomeno la offre Alessandro Miani, medico chirugo e presidente della SIMA: “Lo stile di vita della popolazione sta peggiorando, i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità evidenziano che oltre 7 italiani su 10 sono obesi o in sovrappeso, mentre il 56,6% non svolge attività fisica e il 19,6% ha il vizio del fumo. Questo significa che l’attività fisica e motoria – che è in grado di prevenire il 70% delle patologie cronico-degenerative come infarto, diabete e ictus – dovrebbe essere consigliata dal medico così come vengono prescritte terapie farmacologiche o diete alimentari”. E rilancia l’appello al mondo della politica e ai rappresentanti istituzionali, che peraltro hanno risposto in gran numero all’evento di ieri: “Il nostro obiettivo è che dal legislatore venga percepita come urgente la necessità di traghettare lo sport da elemento di valore sociale ed educativo fino a farlo diventare uno strumento di prevenzione e terapia”. E per arrivarci, illustra la strada: “Vogliamo lavorare ad una proposta di legge da presentare entro l’anno per consentire a tutti quei soggetti pubblici e privati che si adoperano per rendere fruibile lo sport sin dalla tenera età di accedere a degli sgravi fiscali”. Una proposta ambiziosa, che affonda le radici in un tema di scarsa attenzione da parte di pubblico e cittadini ma non di secondaria importanza: “Non solo è necessario incentivare lo sport, ma è necessario farlo prevedendo per l’esercizio fisico ambienti adeguati, sani e funzionali. L’idea della proposta di legge viene anche dalla presa di coscienza di un dato: noi passiamo il 90% del nostro tempo in ambienti confinati, compresi quelli dove spesso facciamo attività fisica. Ma l’aria indoor risulta essere 10 volte più inquinata di quella outdoor laddove non esiste un’infrastruttura con adeguate funzionalità che permettano ad esempio la ventilazione, il riciclo e la pulizia degli ambienti e l’entrata degli inquinanti in generale. E’ l’OMS stesso che lancia l’allarme sulla qualità dell’aria che respiriamo, specialmente al chiuso: dobbiamo mettere nelle condizioni chi vuole sostenere la qualità della nostra salute, di diventare più attento e più sostenibile”.
Anche perchè praticare sport e adottare salutari stili di vita comporta importanti ricadute in termini di risparmio di costi economici e sociali a carico del Servizio Sanitario Nazionale, e a Alessandro Miani ha fatto eco Daniela Lucini, Professore Associato di Metodi e Didattiche delle Attività Motorie e Direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina dello Sport e dell’Esercizio Fisico UNIMI: “Un report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del 2017 mostra come in Europa la sedentarietà costi dai 150 ai 300 Euro/anno per ogni persona. Esercizio fisico e corretto stile di vita in genere soddisfano pienamente la definizione di sostenibilità: fare oggi azioni per preservare un bene prezioso quale la salute che altrimenti un domani potrebbe non essere più presente, garantendo anche un significativo risparmio economico e liberare quindi risorse da investire in terapie innovative”.

Non è mancato lo sport anche come “amico” dell’ambiente. “Lo stretto rapporto che lega lo sport e la sostenibilità è un connubio imprescindibile per la salute fisica, mentale e la crescita formativa dell’uomo nel rispetto della natura. Parchi, sport, benessere sono le nuove espressioni di vita all’aria aperta alla scoperta e valorizzazione del territorio e all’insegna del turismo sostenibile”, spiega Martina Cambiaghi, Assessore allo Sport e Giovani di Regione Lombardia. “È prezioso il confronto che vede seduti ad un tavolo Istituzioni, enti locali, associazioni sportive ed ambientaliste che si raffrontano al fine di programmare azioni e politiche tese a favorire lo sviluppo dello sport in un contesto di sostenibilità. Sempre più spesso nella prescrizione del nostro medico capita di trovare a fianco delle tradizionali cure farmacologiche una vera e propria terapia sportiva. Un corretto approccio allo sport terapeutico può consentire di guadagnare tempo sul sopraggiungere di molte malattie e si può parlare di approccio medico alternativo. L’attività motoria, sia essa attività fisica, esercizio fisico o sport, è un portentoso farmaco naturale che previene e cura numerose patologie croniche, migliorando significativamente la salute e la qualità della vita dei cittadini. La consapevolezza al riguardo continua a crescere, anche in ambito sportivo e sanitario, e l’argomento è sempre di più al centro dell’attenzione”.
“L’obiettivo di questa importante iniziativa è quello di sensibilizzare Governo, Regioni e Comuni: dedicare più investimenti allo sport significa risparmiare soldi pubblici e migliorare la qualità della vita di tutti”, conclude sintetizzando Alan Christian Rizzi, Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia.

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