Lupi nel Parco Nazionale d'Abruzzo
Lupi nel Parco Nazionale d'Abruzzo

Condivido la presa di posizione del Ministro Costa sulle leggi delle province autonome di Trento e Bolzano relative alla gestione di Orsi e lupi. Sono sempre stato a favore delle autonomie locali, ma una materia come la gestione di queste due specie non può essere sottratta al ministero dell’ambiente”. La presa di posizione di Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi, è netta e segue la linea già tirata dal titolare del dicastero di via Cristoro Colombo.
“Sull’orso c’è da perderci poco tempo: sulle Alpi la specie ha ancora numeri molto contenuti e l’impatto sulle attività umane è modesto. Per fare un esempio in termini monetari – prosegue Sammuri – i danni degli orsi in Italia al patrimonio zootecnico e alle produzioni agricole sono inferiori mediamente a quelli prodotti dal cinghiale in una sola provincia dell’Italia centrale. Gli orsi problematici o confidenti sono pochi e il piano di azione sulle Alpi, approvato anche dalle province autonome di Trento e Bolzano, prevede bene come gestirli.

Diverso è il discorso che riguarda il lupo, che invece negli ultimi 40 anni ha avuto in Italia un deciso incremento numerico e di espansione territoriale. Il piano d’azione del Lupo stimava la consistenza della specie nel 2014 tra 1070 e 2472 individui e ci sono ragionevoli motivi per ritenere che da allora sia ulteriormente aumentata. Ormai è presente anche in zone teoricamente poco vocate alle specie (coste, periferie delle città, aree a grande prevalenza agricola). A differenza di quanto detto sull’orso in alcune situazioni l’impatto sulle attività zootecniche è pesante, anche in concorso con altri canidi (ibridi, cani inselvatichiti o mal custoditi).
Il piano d’azione del lupo, giacente nei cassetti del ministero, indica numerose azioni che contribuirebbero ad una migliore conservazione del lupo e ad un’attenuazione dei conflitti con le attività umane. È anche qui sono d’accordo con il Ministro Costa, il piano va approvato velocemente stralciando l’unica azione di grande divisione, proprio l’abbattimento legale di alcuni lupi. Lo avevo già scritto nel pieno della polemica sul piano lupo e non faccio altro che riportare le mie valutazioni di allora: “contrariamente a ciò che appare nel dibattito attuale, ritengo che gli abbattimenti siano un punto quasi irrilevante, nel bene e nel male, a differenza di tanti altri aspetti trattati dal Piano”.
Tenendo presente quindi la necessità far convivere la tutela della biodiversità con le attività sostenibili degli agricoltori e degli allevatori, mi sento di condividere fino in fondo l’iniziativa del Ministro Costa volta ad una veloce approvazione del piano Lupo.