A fine agosto una piena improvvisa e inaspettata del fiume Raganello nel Parco del Pollino ha strappato la vita a dieci persone. A meno di un mese di distanza dalla tragedia, il presidente del Parco, Domenico Pappaterra, figura tra gli indagati per omicidio colposo insieme a tre sindaci, un dirigente e due guide escursionistiche.

“Siamo convinti della correttezza del suo operato e che sarà in grado di dimostrare la sua estraneità ai reati che gli vengono contestati. Abbiamo fiducia nel lavoro che, giustamente, sta portando avanti la magistratura per accertare eventuali responsabilità in un evento che ha causato 10 morti e ci auguriamo che i tempi per arrivare a delle conclusioni siano brevi” è quanto afferma Federparchi in una nota di solidarietà al presidente Pappaterra.

“Il nostro punto di vista è che, secondo la normativa vigente un parco può e deve regolamentare la fruizione  di alcune aree particolarmente sensibili, fino ad arrivare alla preclusione dell’accesso; – prosegue la giunta esecutiva di Federparchi – la motivazione nel caso dei parchi, però, dovrebbe essere quella della tutela della biodiversità, in quanto questi non hanno alcuna competenza nel regolamentare gli accessi al fine di garantire la sicurezza delle persone.”

“Per questi motivi Federparchi garantirà il pieno sostegno al presidente Pappaterra nel corso dell’iter giudiziario che dovrà accertare, dal punto di vista delle responsabilità, quanto accaduto nel Parco del Pollino.”

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