Belluno
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Il riscaldamento globale è una realtà e le evidenze scientifiche che lo confermano si sono accumulate negli anni. Fra queste, compare l’indagine realizzata dall’European Data Journalism Network (EDJNet) per la la quale città di Belluno ha registrato nel 21esimo secolo un aumento di 2°C nelle temperature, affermandosi, di fatto, come la città italiana maggiormente colpita dai cambiamenti climatici. La Coldiretti ha evidenziato come nel feltrino, territorio in provincia di Belluno, la produzione di olio, vino e carciofo sia stata favorita dalle recenti alterazioni climatiche.

“È cambiata nel tempo – spiega la Coldiretti – la distribuzione delle coltivazioni e le loro caratteristiche. L’ulivo, tipicamente mediterraneo, in Italia si è spostato a ridosso delle Alpi mentre in Sicilia ed in Calabria sono arrivate le piante di banane, avocado e di altri frutti esotici Made in Italy, mai viste prima lungo la Penisola”, continua la Coldiretti. “Gli effetti del cambiamento climatico hanno inoltre impatti sui tempi di stagionatura dei salumi, sull’affinamento dei formaggi o l’invecchiamento dei vini e questo mette a dura prova il patrimonio dei prodotti tipici del Made in Italy. Da qualche anno nel feltrino infatti, si trova dell’ottimo vino, del buon olio e soprattutto molte verdure fresche di stagione come se gli orti verdi siano i nuovi pascoli di montagna cosi come ha fatto la sua prima comparsa il carciofo, tanto da diventare prodotto di punta di alcuni territori”.

“L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli” – afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, e conclude – “i cambiamenti climatici impongono una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla meteorologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio”.