L’8 ottobre verrà pubblicato il nuovo report dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), il ramo scientifico dell’ONU in materia di clima, che avrà lo scopo di guidare le decisioni politiche nell’intraprendere diverse strade con un comune obiettivo: mantenere l’aumento delle temperature entro 1.5°C. Questo limite, siglato nel corso della decisiva COP21 di Parigi, rappresenta il target fondamentale per limitare le possibili conseguenze dei cambiamenti climatici.

Gli eventi estremi, connessi alle alterazioni del clima, sono solamente uno dei moniti. «Alluvioni, siccità, tifoni, ondate di calore sono sempre più frequenti e forti in tutto il mondo, e sono solo alcune delle conseguenze del clima che cambia», dichiara Luca Iacoboni, responsabile Campagna energia e clima di Greenpeace Italia all’apertura, in Corea del Sud, della riunione dell’IPCC.

«Crediamo che il report che verrà pubblicato la prossima settimana dall’IPCC – aggiunge Iacoboni – sarà un monito a tutta la classe politica: non abbiamo davvero più tempo da perdere. Possiamo limitare gli impatti dei cambiamenti climatici ma dobbiamo agire subito, abbandonare una volta per tutte petrolio, carbone, gas e nucleare e accelerare la rivoluzione energetica verso un mondo 100 per cento rinnovabile. In questo momento così importante serve più ambizione da parte della politica, delle aziende e degli stessi cittadini, che vivono più di tutti sulla propria pelle gli impatti dei cambiamenti climatici. Con il report dell’IPCC avremo uno strumento chiaro e aggiornato su quelli che sono gli scenari per il presente e per il futuro. Ci aspettiamo che i leader mondiali che si riuniranno a dicembre in Polonia per la COP24 si schierino al fianco dei cittadini e non della grande lobby fossile», conclude il responsabile.

Il report dell’IPCC sarà lo strumento che guiderà le prossime decisioni politiche in materia di clima che verranno delineate in occasione della COP24 la quale avrà luogo in Polonia dal 2 al 14 dicembre.