Marevivo, in occasione del “World Animal Day” e della celebrazione della giornata di San Francesco, si appella a Papa Bergoglio chiedendo aiuto nel fermare il massacro di mammiferi marini. La pesca ai delfini nel golfo di Taiji in Giappone ogni stagione cattura oltre 2000 esemplari. La caccia alle balene in Norvegia che quest’anno, solamente tra aprile e settembre, ha portato alla morte di 1278 individui, di cui buona parte femmine incinte, una quota superiore del 28% rispetto al 2017. La “tradizionale” Grindadráp, una mattanza di balene che ogni anno, da luglio a settembre nelle isole Faroe in Danimarca, culmina con l’uccisione di almeno 800 globicefali.

L’appello è giunto al pontefice in quanto egli, con la sua enciclica “Laudato Sì”, ha già mostrato sensibilità nei confronti del mondo naturale, invitando l’uomo a rispettare la vita in tutte le sue forme.

«Gli animali del mare non sono animali di serie B, li consideriamo tali perché non udiamo le loro urla – dichiara Rosalba Giugni, Presidente di Marevivo – Inoltre, gli animali del mare insieme ai vegetali fanno parte della biodiversità marina, mantenendo attiva la funzione dell’ecosistema che produce più del 50% dell’ossigeno che respiriamo, e assorbe un terzo dell’anidride carbonica, gas responsabile dei cambiamenti climatici. Paradossalmente se scomparissero i delfini, le balene, o qualsiasi anello della catena trofica, si rischierebbe di rompere l’equilibrio che consente all’uomo di vivere sul Pianeta».

Le fontane del Bernini in Piazza San Pietro sono state simbolicamente tinte di rosso da Marevivo: delfini morenti con i loro cuccioli, in un fotomontaggio finalizzato a smuovere le coscienze ed evidenziare l’importanza di un intervento urgente per fermare il massacro globale di cetacei.

Nonostante la comunità internazionale si sia saldamente opposta, le crudeli pratiche suddette non accennano a cessare. La Commissione Baleniera Internazionale (IWC), lo scorso 16 settembre, si è opposta alla proposta avanzata dal Giappone per riaprire la caccia commerciale ai cetacei.

Non solo, oltre alla richiesta di Marevivo si aggiungono le 170 mila firme a sostegno della petizione “Chiudiamo Taiji, la baia della morte #StopMassacroDelfini”, lanciata su Change.org, nonché le voci di Testimonial come Licia Colò e Massimiliano Ossini.