Il processo di transizione verso un’economia low carbon in Italia continua a incontrare ostacoli”, afferma l’esperto di energia dell’Enea Francesco Gracceva. A confermarlo è l’indice ISPRED, elaborato dall’ENEA per monitorare la transizione energetica, che ha mostrato un calo del 9%. Questo, è dovuto ad un deterioramento delle tre componenti che costituiscono l’indice: prezzi, decarbonizzazione e sicurezza energetica.

Nel 2018 la riduzione delle emissioni nel primo semestre è stata dello 0,7% rispetto al I semestre 2017 e, sebbene evidenzi una certa stabilità non è comunque sufficiente per stare in linea con gli obiettivi europei che richiedono una discesa più rapida. C’è poi la quota delle energie rinnovabili sui consumi finali che, per il quarto anno consecutivo, non varia rispetto ai valori raggiunti nel 2015. E se da un lato nell’anno corrente le rinnovabili sono cresciute del 9%, dall’altro, il fotovoltaico mostra un declino del 10%.

“Un altro elemento di preoccupazione è che, dalla fine della recessione, l’andamento dei consumi di energia procede nuovamente in parallelo con quello dell’economia, mentre un elemento chiave della transizione verso un’economia low carbon sta in un sostanziale disaccoppiamento fra energia ed economia”, conclude Gracceva.