L’Italia, dal 2007, ha accelerato l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili, portando nel 2016 la quota nazionale al 17%. Considerando che la media europea è del 13% e che molti paesi ricorrono ancora ad un forte utilizzo del nucleare, il sistema energetico italiano può essere considerato tra i più efficienti in Europa.

Lo dimostra l’ISPRA con lo studio “Emissioni nazionali di gas serra: indicatori di efficienza e decarbonizzazione nei principali Paesi Europei”. I fattori impiegati nell’analisi dell’evoluzione dei sistemi energetici dell’Unione sono molteplici: andamento economico dei vari settori produttivi, composizione del mix di fonti energetiche fossili e rinnovabili insieme al loro consumo e alle emissioni di gas serra ad esso connesse

Le emissioni di gas serra per unità di consumo di fonti fossili sono tra le più basse a livello europeo (3,41 tonnellate di CO2 equivalente per ogni tonnellata equivalente di petrolio contro 3,56 tCO2eq/tep degli altri Paesi UE). Nel periodo 2008-2016, le emissioni di origine energetica rappresentano mediamente l’82% delle emissioni totali, mentre quelle prodotte da processi industriali e dall’agricoltura rappresentano rispettivamente il 7,4% e il 6,5%. Gli assorbimenti dovuti alle attività forestali nel periodo 2008-2016 ammontano mediamente a 28,3 Mt CO2eq/anno.

L’intensità energetica, espressa in termini di consumo interno lordo di energia per unità di PIL, è tra le più basse nei principali paesi europei, 98,50 tep contro 118,62 tep dei Paesi dell’Unione Europea nel 2016). Inoltre, le emissioni di gas serra nazionali per unità di consumo interno lordo di energia sono in linea con la media europea (2,76 tCO2eq/tep contro i 2,62 tCO2eq/tep dei Paesi UE).

C’è poi da aggiungere che nel periodo 1990-2016 la crescita delle emissioni è stata generalmente più lenta di quella dell’economia, evidenziando che emissioni e PIL in Italia non seguono lo stesso andamento. La sostituzione di combustibili a più alto contenuto di carbonio con il gas naturale, avvenuta principalmente nel settore della produzione di energia elettrica e nell’industria, unita all’incremento della quota di energia da fonti rinnovabili, giocano un ruolo fondamentale.

Ad essere particolarmente efficiente nel nostro paese è inoltre la trasformazione energetica: nel 2016 l’energia disponibile per i consumi finali nazionali costituisce il 78% dell’energia primaria contro il 72% della media dei Paesi UE.

Bene anche l’industria italiana: il consumo di energia finale e le emissioni di gas serra per unità di valore aggiunto, collocano l’Italia tra i paesi con i valori tra i più bassi dei 28 Stati Europei (259 tCO2/M€ a fronte di una media EU28 di 306 tCO2/M€). Nel settore terziario la situazione è invece diversa: si registra un’emissione per unità di valore aggiunto pari a 23 tCO2eq/M€ contro le 19 tCO2eq/M€ della media EU28.