Continuano al largo della Corsica, sotto il coordinamento delle autorità francesi, le operazioni di contenimento e bonifica dell’inquinamento seguito alla collisione tra una nave battente bandiera tunisina ed una porta container di bandiera cipriota. La collisione è avvenuta all’alba del 7 ottobre e ha provocato una via d’acqua nella nave porta container con fuoriuscita di combustibile per una stima di 600 metri cubi. La centrale operativa della Guardia Costiera a Roma su richiesta del Ministero dell’Ambiente ha disposto, oltre al sorvolo di un aereo ATR42, nell’area interessata, anche l’invio della Motovedetta CP 409 della Capitaneria di porto di Livorno, equipaggiata con capacità ambientali: si tratta del piano d’intervento RAMOGEPOL, istituito tra Francia (che ne ha chiesto l’attivazione), Italia e Principato di Monaco per la lotta contro gli inquinamenti marini accidentali nel Mediterraneo.
Attualmente in corso c’è il recupero di materiale inquinante da parte di uno dei tre mezzi antinquinamento della società consortile Castalia, convenzionata con il Ministero dell’Ambiente per il servizio di antinquinamento nazionale mentre i biologi presenti a bordo della unità della Guardia costiera hanno confermato trattarsi di uno sversamento di fuel oil (olio carburante). La preoccupazione poi è tutta per le condizioni meteomarine per comprendere la possibile evoluzione della macchia inquinante anche se sembrano previsti nei prossimi giorni corrente e vento verso la Corsica.

 

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