Il 9 novembre si svolgerà lo sciopero nazionale di tutti i medici veterinari, insieme ai medici ospedalieri e alle altre professioni del SSN. “Il tempo delle attese è finito”, ha dichiarato Aldo Grasselli, Segretario Nazionale del SIVeMP Sindacato Italiano Veterinari di Medicina Pubblica.

Sembra che, con Assessori alla sanità e Ministro della salute siamo tutti concordi nel dire che anche noi meritiamo un contratto dignitoso. Noi a questo punto lo pretendiamo. Dopo 9 anni di attesa e dopo che tutte le convenzioni del personale sanitario e tutti i contratti della Pubblica Amministrazione sono stati onorati, vorremmo capire chi si oppone alla conclusione del nostro. Vogliamo solo il giusto, e ci stiamo mobilitando. Siamo disposti a continuare una battaglia di dignità insieme ai medici ospedalieri e ai dirigenti sanitari dei servizi territoriali, per difendere il SSN da una assenza di strategia e da un sottofinanziamento inaccettabile che mette a rischio prevenzione, e cura, assistenza e riabilitazione, qualità dei servizi e incolumità degli operatori sanitari che affrontano il malcontento crescente dei cittadini. Il 7 e 8 novembre si riuniranno a Roma i delegati di tutte le ASL e di tutti gli Istituti Zooprofilattici per discutere di innovazione, rifinanziamento, rilancio della prevenzione primaria, della tutela del benessere animale, della lotta alle malattie degli animali e dell’uomo, e della sicurezza alimentare.

Il 9 novembre sarà una giornata di blocco dei mercati della carne e del pesce, si bloccheranno le importazioni e esportazioni di animali, le macellazioni, le certificazioni sanitarie necessarie per approvvigionare i banchi degli esercizi commerciali, si fermerà ogni attività del settore agro zootecnico alimentare che vale il 15% del PIL. Non ci piace scioperare, ma ora occorre che il Governo in primo luogo ci dia risposte chiare su cosa vuole fare di noi, del nostro SSN, delle nostre retribuzioni. Siamo stanchi di essere considerati privilegiati e di fare da bancomat ai Governi di turno che una volta tagliano le pensioni, un’altra allungano la vita lavorativa, un’altra bloccano le assunzioni, un’altra non pagano gli straordinari, un’altra ancora chiudono i servizi pur raccontando ai cittadini che il Servizio sanitario nazionale è il migliore del mondo. Il SSN non è più il servizio sanitario migliore del mondo, quanto meno non lo è più per chi ci lavora con stipendi fermi da 10 anni, svalutati del 30%, con carichi di lavoro sempre maggiori e frustrazioni professionali infinite. Aspettiamo fiduciosi che il Governo ci dia risposte e assuma impegni tangibili e allora revocheremo lo sciopero. In caso ci rispondano picche, noi veterinari faremo altri scioperi insieme ai medici ospedalieri e non sarà una bella cosa per il settore agro-zootecnico-alimentare e per i cittadini nel loro complesso”, è quanto si legge nel comunicato stampa relativo allo sciopero del 9 novembre.