Si è aperto oggi, nelle aule di giustizia del Tribunale di Bergamo, il processo a carico di B.G. pensionato 84enne di Zanica (Bergamo) accusato, in concorso con un amico, un pensionato 77enne, di aver bastonato e sepolto viva la sua cagnetta, una setter di nome Siria. L’animale venne salvato in extremis, ma morì pochi giorni dopo a causa delle ferite riportate. Attraverso il proprio legale, l’imputato ha chiesto di patteggiare, tuttavia il giudice, stante la particolare crudeltà dimostrata dall’88enne, ha rinviato ogni decisione a una successiva udienza, già in calendario per mercoledì 19 dicembre. E’ stata invece accolta la richiesta di Enpa di essere ammessa in giudizio come parte civile.

Erano i primi giorni di novembre dello scorso anno. Il corpo di Siria, agonizzante, venne trovato nelle campagne alla periferia di Zanica (Bergamo) grazie a una passante che aveva udito i guaiti disperati dell’animale. Siria, infatti, non solo era sopravvissuta alla brutale aggressione, ma era riuscita anche a riemergere col muso dal terreno. Chiamati i soccorsi, la cagnetta venne immediatamente affidata alle cure di un veterinario. Si scoprì poi che il povero animale, malato di tumore, era stato colpito in testa con un badile e quindi sepolto vivo dal suo proprietario con l’aiuto dell’amico. Siria visse ancora pochi giorni poi il suo fisico, stremato dalla malattia e dalle percosse, cedette. Individuato, B.G ha ammesso le sue responsabilità ed  è stato denunciato in concorso per uccisione di animali e tentato reato: evidentemente voleva disfarsi dell’anziana cagnolina, sbarazzandosi di lei e della sua malattia, come se Siria fosse un rifiuto da interrare in un discarica.

«Restiamo in attesa della decisione del giudice circa la richiesta di patteggiamento dell’imputato. Auspichiamo comunque – dichiara Enpa – che in caso di accoglimento la pena applicata all’84enne sia congrua con i reati e contestati a B.G e la particolare crudeltà della condotta posta in essere».