La popolazione di camoscio appenninico nel Parco Nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise viene monitorata annualmente attraverso conteggi in simultanea, che si svolgono in estate e in autunno, lungo 34 percorsi ripetuti su due giornate consecutive. Le conte del 2018 hanno restituito un numero minimo (MNA) di 636 camosci di cui 117 nuovi nati pari ad un tasso di natalità del 18%. Nel 2017 erano stati contati 598 camosci. Il tasso di sopravvivenza al primo anno è stato del 67% con un totale di 93 yearling (animali di 1 anno) avvistati, un valore analogo a quello riscontrato nelle altre popolazioni in accrescimento. La popolazione del PNALM risulta, dal punto di vista numerico, sostanzialmente stabile, sebbene siano state riscontrate differenze significative tra le diverse aree di presenza.

I dati finora raccolti indicano quanto sia stato estremamente importante, nella conservazione del camoscio appenninico, l’ampliamento del Parco che ha consentito l’espansione dell’areale e oggi registriamo uno spostamento baricentrico della popolazione di circa 4 Km verso sud rispetto agli anni ’90. È evidente che alcuni fattori, tra cui i cambiamenti climatici, il disturbo legato alle attività turistico-ricreativo in alcune aree, la promiscuità dei branchi con altri ungulati selvatici e domestici, invernate particolarmente rigide, possono determinare dei cambiamenti nella popolazione che a volte non sono evidenti nel breve periodo, ma che è opportuno monitorare costantemente.

“Il monitoraggio del camoscio nel 2018 ci restituisce un dato sicuramente positivo nel numero complessivo. Una popolazione in leggera crescita – dichiara il Presidente del Parco, Antonio Carrara – sostanzialmente stabile. Tuttavia, non bisogna abbassare la guardia sulla conservazione perché la distribuzione della popolazione, i tassi riproduttivi e gli indici di sopravvivenza meritano approfondimenti per fare le scelte gestionali più appropriate. Nel complesso la popolazione di camoscio appenninico gode buona salute. Oggi, grazie alle operazioni di reintroduzione svolte a partire dagli anni ’90 dal PNALM e successivamente anche dagli altri Parchi con il Progetto LIFE COORNATA, il camoscio appenninico è presente in 5 aree protette dell’Appennino centrale con una popolazione complessiva di circa 3000 individui. Un successo legato tutto ai Parchi Nazionali, alla lungimiranza del PNALM e a quel piccolo nucleo di camosci scampato all’estinzione all’inizio del novecento”.

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