Pfas è l’acronomico di acidi perfluoroacrilici, acidi di origine industriale altamente tossici che hanno contaminato le acque del Veneto. Il dramma, che colpisce ogni giorno 350 mila famiglie, ha portato alla mobilitazione di 30 “mamme no Pfas” le quali si sono appellate a tutti i ministri UE dell’Ambiente.

Il Ministro Sergio Costa, in occasione della conferenza stampa delle mamme Pfas ha commentato: “Sono venuto a incontrarvi, per la seconda volta in pochi mesi, non solo per testimoniare la vicinanza e la sensibilità del governo al vostro dramma ma anche per portarvi azioni concrete. Il dolore delle mamme è comprensibile – spiega il Ministro – per troppi anni sono state inascoltate. Io le ho incontrate a settembre e in tre mesi un gruppo di lavoro costituito ad hoc dal Ministero dell’Ambiente ha realizzato le linee guida per la definizione di valori limite di emissione per le sostanze chimiche pericolose. Il 3 dicembre queste linee guida sono state scritte e ora saranno discusse presso la conferenza delle Regioni perché la materia è di competenza concorrente. Abbiamo chiesto a Ispra – continua Costa – le misure di riparazione del danno ambientale, monetizzandolo, per poterci iscrivere al passivo della Miteni, fallita a novembre scorso”.

La competenza della bonifica è regionale ma il Ministero si è fin da subito affiancato alla regione Veneto per poter offrire supporto anche tecnico per procedere in tempi rapidi alla bonifica. Recentemente anche il capo della segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente ha partecipato a degli incontri sul territorio, sempre con i cittadini, proprio per ascoltarne le esigenze e lavorare alle soluzioni. “A novembre – aggiunge Costa – il Ministero dell’Ambiente ha predisposto l’iter amministrativo rendendo di fatto effettivamente disponibili quei 46 milioni di euro circa per poter procedere a un by pass idrico e fare in modo che finalmente le centinaia di migliaia di famiglie interessate da questo inquinamento possano approvvigionarsi di acqua pulita e salubre. Non posso illudervi. Attualmente non c’è su questo tema una sensibilità specifica in Europa – precisa il Ministro – tale direttiva ci vede in una posizione di opposizione. Ma stiamo provando a lavorare con una serie di Paesi in modo da costituire una minoranza di blocco per poter cambiare il testo inserendo i valori limite per i Pfas. Le risposte non sono definitive ma in questi 4 mesi – conclude il Ministro – da quando ci siamo incontrati al Ministero dell’Ambiente, abbiamo tracciato un percorso serio, di fatti. Adesso acceleriamo sulle linee guida e stiamo analizzando anche le possibilità di nuovi interventi normativi per rispondere alle esigenze del territorio”.

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