La Federazione dei Verdi ha commentato così il sequestro del ponte sulla superstrada E45 in provincia di Arezzo:

“Abbiamo una rete statale nazionale obsoleta, ed il sequesto del viadotto sulla E45 ne è una chiara dimostrazione. Per la maggior parte le strade e le strutture costruite sono degli anni ’60 – spiegano in una nota i coordinatori dei Verdi, Matteo Badiali ed Elena Grandi – con materiali che stanno arrivando al termine della loro durata o con il cemento armato che si è rivelato essere molto degradabile, e questa è la causa principale degli ammaloramenti che emergono in questo periodo. Un buon Ministro delle Infrastrutture queste cose le dovrebbe sapere e dovrebbe pensare ad un piano di riammodermaneto della rete stradaria nazionale. Ed invece, ad esempio, nella Legge di Bilancio è stato ridotto a 250 milioni il contributo alle province per la manutenzione di strade (che comprende anche la messa in sicurezza delle scuole), mentre nell’anno precedente c’erano ben 1.6 miliardi di euro, riservati alle province solo relativi a programmi straordinari di manutenzione della rete viaria”.

Tra l’altro – proseguono – la situazione dell’E45 richiederebbe un provvedimento ad hoc di messa in sicurezza, visto che per un lungo tratto passa in una zona ad alto rischio sismico. L’obiettivo deve essere di impedire ai TIR di frequentarla, incentivando la ‘cura del ferro’: trasferire le merci dalla strada alla ferrovia. Quindi, meno Tir in circolazione su strade e più treni merci lungo i binari. Infine l’ANAS – concludono – dovrebbe avere le risorse, economiche e strutturali, per il controllo di tutte quelle situazioni in cui l’ammaloramento potrebbe mettere a rischio l’incolumità degli automobilisti.”

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