20 anni fa nasceva Last Minute Market, il progetto solidale e anti-spreco che, ad oggi, permette il recupero di 55 mila pasti annui. “La crisi economica era lontana, la povertà relativamente ridotta, la pressione ambientale ancora poco sentita, lo spreco alimentare un fenomeno quasi sconosciuto”, spiega Andrea Segrè, allora docente di Economia Agroalimentare, ideatore e fondatore dello spin off dell’Università di Bologna che ha cambiato nel tempo il modo di guardare allo spreco alimentare: dal recupero alla prevenzione, dal monitoraggio dei dati alla sensibilizzazione dei cittadini attraverso la campagna Spreco Zero. Un obiettivo diventato metodo e movimento di pensiero diffuso a livello internazionale. “Dal 1998 – ricorda ancora Segrè – assieme a un gruppo di giovani studenti abbiamo studiato lo spreco alimentare come occasione di riscatto, promuovendo il dono come valore di relazionale fra chi ha un’eccedenza alimentare e chi soffre una carenza nutrizionale. Con i primi tentativi di applicazioni abbiamo capito che coniugare la solidarietà sociale con la sostenibilità ambientale ed economica – producendo meno rifiuti e riducendo i costi dello smaltimento – era possibile grazie a un sistema efficiente nell’uso delle risorse naturali ed economiche e rispettoso delle ‘risorse’ umane. Un modello win win nel quale ‘vincono’ tutti, donatore e donatario insieme all’ambiente”.

Oggi Last Minute Market, trasformatosi in impresa sociale proprio allo scoccare dei suoi primi 20 anni sotto la presidenza del suo fondatore Andrea Segrè, grazie al networking con 350 punti vendita e oltre 400 enti del terzo settore recupera annualmente 55mila pasti cotti, prodotti alimentari per un valore di 5,5 milioni €, farmaci per 1.000.000 € e più di 1000 tonnellate di prodotti non alimentari. Nella sola Emilia Romagna dal 2007 al 2016 Last Minute Market ha recuperato prodotti per un valore complessivo di circa 22 milioni € con il coinvolgimento di 132 Enti beneficiari diretti, 113 donatori, 52 Comuni. “Last Minute Market non poteva che nascere a Bologna – osserva Andrea Segrè – città del cibo ma anche dell’accoglienza e della sostenibilità. Perché lo spreco è il rovescio del cibo: con i progetti di recupero e prevenzione, con l’educazione alimentare che promuoviamo attraverso la campagna Spreco Zero e Fondazione FICO, il cerchio comincia a quadrare. Non solo per il mercato dell’ultimo minuto ma per una società che deve necessariamente evolvere in chiave sostenibile e circolare”.

“Dal punto di vista operativo – sottolinea l’AD Last Minute Market Matteo Guidi – il dato significativo non è tanto quello quantitativo, seppure resti un indicatore importante, ma il grado di innovazione dei progetti e servizi sviluppati negli anni”.

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