Stadio della Roma, oggi il parere del Politecnico di Torino

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Giorno delicato per il destino dello stadio della Roma. Dopo che la giunta capitolina ha inviato il Piano Urbano di Mobilità Sostenibile a Torino, è atteso per oggi il responso del Politecnico del capoluogo Piemontese. “Meno ponti e più treni”, è stato questo il cambio di rotta avviato dalla Capitale nel tentativo di ottenere la “benedizione” che permetterebbe al progetto di concretizzarsi.

Secondo Italia nostra, tuttavia, “è arrivato il tempo di trovare aree alternative a Tor di Valle”. “Il nodo gordiano dello Stadio della Roma a Tor di Valle – prosegue – deve essere ormai reciso a fil di spada. L’amministrazione Raggi non può proseguire con le dichiarazioni d’intenti non supportate da fatti concludenti. La conclusione, a questo punto, non può che prendere atto, finalmente, che uno #StadioFattoBene annesso ad un business park a Tor di Valle non si può fare. Due conferenze dei servizi e due procedimenti di Valutazione di Impatto Ambientale non hanno risolto i problemi di un’area con enormi criticità di compatibilità ambientale e di mobilità. L’inchiesta penale in corso – aggiunge – ha scoperchiato il vaso di Pandora delle prassi che hanno caratterizzato il tentativo del proponente di ottenere l’assenso ad un progetto caratterizzato da gravi criticità ma in compenso in grado di produrre una plusvalenza di 200 milioni. Si è tentato di superare il principio per cui l’area è e resta inedificabile se preliminarmente non vengono realizzati e collaudati gli interventi previsti dal Piano di Assetto Idrologico, ma la soluzione trovata ha forti probabilità di ricadere anch’essa tra le questioni a rischio di legittimità. Da ultimo, l’incredibile vicenda della “bozza” della relazione commissionata al Politecnico di Torino, pagata con i denari dei contribuenti romani ma senza rilievo giuridico. Relazione prima secretata e poi divulgata, che ha definito “catastrofica” la viabilità dell’intero quadrante se venisse realizzato l’intervento proposto. Un eventuale parere trasformato in positivo – continua – nella versione definitiva, sarebbe destinato a sollevare ancora maggior dubbi piuttosto che risolverli. Quanto alle profferte di aiuto che sembra siano arrivate alla Sindaca dal Primo Ministro Conte e dal Ministro Toninelli per realizzare il ponte di Traiano a carico dello Stato, prefigurano un “aiutino” che oltre ad essere inaccettabile dal punto di vista dell’interesse pubblico, non risolverebbe il problema dello stadio “non-fatto-bene” in quanto il procedimento dovrebbe ripartire daccapo.

Italia Nostra Roma lo sostiene da tempo. Avevamo già evidenziato – conclude – con conferenza stampa del 20 febbraio 2017, in tempi non sospetti ma evidentemente non ancora maturi, che Tor di Valle è il luogo sbagliato per realizzare uno stadio, indicando perfino alcune aree alternative. Se ci avessero ascoltato, ieri, oggi la squadra romana avrebbe già il suo stadio in costruzione o addirittura realizzato. Ora è ormai indifferibile individuare un’area alternativa a Tor di Valle, che soddisfi l’interesse pubblico e dia alla città un contributo di infrastrutturazione e mobilità sostenibile invece di creare problemi “catastrofici”. Aree del genere non mancano tra le top-ten di quelle individuate nello studio dall’advisor incaricato dalla Roma Cushman & Wakefield”.

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